boy and vegetables

Siamo tutti perseguitati da messaggi che ci dicono che i bambini sono in sovrappeso. D’altra parte vedo ragazzine, anzi bambine, magrissime e contente di esserlo (o sono contente le mamme?) e con un sacco di manie non giustificate da motivi di salute. Noi genitori come dobbiamo comportarci per non crescere futuri «ortoressici», ma neppure amanti del cibo spazzatura o abbuffoni senza limiti? Serve dare il «buon esempio»? Insomma, come insegnare ai nostri figli ad avere un rapporto sano ed equilibrato con il cibo?

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Negli ultimi anni siamo stati spettatori di un crescente interesse verso temi che riguardano la nutrizione e la prevenzione di comportamenti alimentari inadeguati. E oggi i disturbi alimentari si sviluppano in età sempre più precoce, tanto che sempre più spesso viene richiesto un consulto in età pediatrica. Diventa quindi fondamentale informare i genitori e aiutarli a insegnare ai propri figli un corretto approccio al cibo. Certo, serve il buon esempio degli adulti, ma serve anche una corretta informazione. Innanzitutto bisogna sapere che cosa mangiare, in secondo luogo bisogna sapere se e quando preoccuparsi di fronte a comportamenti alimentari che ci sembrano inadeguati. Ma andiamo con ordine. Cosa si deve mangiare per crescere in modo sano? I bambini e gli adolescenti hanno la necessità di introdurre tutti i nutrienti che servono a creare un giusto equilibrio alimentare.

Cominciamo da frutta e ortaggi: fonte di sostanze antiossidanti, hanno un’azione protettiva, contengono fibre, vitamine e sali minerali fondamentali per il corretto funzionamento del metabolismo. Bisogna consumarne almeno cinque porzioni al giorno. Icereali, fondamentali per il buon funzionamento del metabolismo, sono da preferire integrali perché fonte di carboidrati complessi non raffinati, ricchi di fibre e con un basso Indice glicemico. Le proteine (quelle «buone») sono rappresentate dal pesce e dai legumi, un’ottima alternativa alla carne rossa e ai formaggi, che invece contengono grassi saturi e vanno consumati con moderazione. Credo sia importante che bambini e adolescenti siano informati sulla necessità di comporre pasti che contengano sempre i nutrienti sopra descritti e che seguano alcuni semplici consigli che permettano di non incappare in errori.

Per esempio: quando si sceglie che cosa mangiare bisogna farlo con la testa e non solo con la gola; i genitori devono imparare a modulare le richieste eccessive di cibo ed essere in grado di fornire alternative ragionevoli a cibi ad alto contenuto di zuccheri e grassi: più si mangiano cibi ricchi di zuccheri e grassi più si sente la necessità di mangiarne. Ciò non significa che bisogna abbandonare i grassi: bisogna però prediligere quelli di origine vegetale, come l’olio extravergine di oliva, e mangiare pesce, ricco di preziosi acidi grassi Omega 3, due o tre volte a settimana. Noi genitori dobbiamo essere d’esempio nella «costruzione» di una corretta alimentazione e possiamo essere d’aiuto anche nella prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare che hanno diversi fattori di rischio: predisposizione genetica, familiarità, ambiente socio-culturale e idee «disfunzionali» relative al cibo e alla corporeità. Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi dell’alimentazione incontrollata, ortoressia, obesità: i disturbi alimentari tra i più giovani sono in crescita esponenziale.

Se fino a qualche anno fa il problema era prerogativa delle ragazze in età adolescenziale,oggi riguarda anche gli adolescenti maschi. E se in precedenza il disturbo compariva alla fine della scuola media, ora l’età d’esordio, torno a sottolinearlo, si colloca, nei casi più gravi, anche nei bambini alla scuola elementare. Una delle ipotesi dell’abbassamento dell’età sta nella continua proposta di modelli culturali che fanno breccia in modo trasversale nella popolazione, a cominciare dalla fascia pediatrica. Riconoscere i campanelli di allarme non sempre è semplice. Diventa quindi urgente intervenire ancora più a monte,individuando i possibili fattori di rischio. Tra le cause scatenanti dei disturbi alimentari c’è sicuramente l’ambiente socio-culturale.

I continui rimandi alla magrezza, alla perfezione fisica, la denigrazione del sovrappeso e dell’obesità, influenzano le convinzioni e i comportamenti anche dei bambini e degli adolescenti, assumendo un ruolo molto importante nella genesi dei comportamenti alimentari. E l’ambiente familiare, un nucleo «intimo» in cui i comportamenti alimentari, espressione del sintomo psico-patologico, dovrebbero essere notati e discussi, diviene talvolta il luogo in cui non solo questi comportamenti non sono percepiti e accolti, ma in cui la sintomatologia è mantenuta e confermata. Il dialogo tra genitori e figli è sicuramente alla base della rapida identificazione degli eventuali casi patologici, ma è fondamentale anche per favorire un corretto approccio al cibo come nutrimento del fisico e della psiche.

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