E’ importante tenere da conto nel trattamento dell’Alzheimer dell’efficacia delle terapie dolci per contrastarne gli effetti. Ad invitare alla rivalutazione di questo approccio ci pensa uno studio pubblicato sulla rivista di settore Rejuvenation Research.

scritta alzheimer su lavagnetta

Nel caso specifico si parla di training cognitivo atto a conservare la memoria. Esso, secondo la letteratura medica è perfetto per tentare di prevenire o ritardare il palesarsi di malattie come l’Alzhemer. Sotto il nome di terapie dolci vengono raccolti tutti quei trattamenti volti a preservare lo stato di salute di una persona che non siano farmacologici ma che come in questo caso, ad esempio, riescano a stimolare la plasticità del cervello rendendolo “più forte” rispetto a patologie di tipo cognitivo. Commenta la dott.ssa Loredana Locusta, esperta di neuropsicologia clinica e responsabile del Centro Alzheimer presso il Poliambulatorio Villaggio Amico di Gerenzano:

“La ricerca, attualmente, non si concentra su ciò che si perde con l’età ma, in chiave del tutto innovativa e positiva, si orienta verso ciò che l’anziano può mantenere o acquisire. Fondamentale è il concetto di plasticità cerebrale: le sinapsi si modificano, si rafforzano, possono estinguersi o formarsi da zero durante tutto l’arco di vita del soggetto. Dunque il nostro cervello è in grado di cambiare, adattandosi a nuove circostanze e nuovi apprendimenti”

 E’ da questo punto, sottolinea l’esperta, che scaturisce la necessità di affidarsi di concerto al trattamento a base di medicinali a tutta una serie di terapie non farmacologiche che possano fare leva su quelle che sono le caratteristiche del paziente anziano d’Alzheimer. Il cervello, continua la dottoressa, può “rigenerarsi” anche oltre una certa età se si mantiene uno stile di vita sano. Con gli giusti stimoli si può tentare di mantenere intatta l’autonomia di una persona e tentare di rallentare il sopraggiungere dideficit cognitivi. Ovviamente per raggiungere tutto ciò sono necessari dei programmi specializzati da applicare sia in strutture adeguate, sia in casa della persona basati su stimoli sensoriali di diverso genere. Un esempio tra tutti? La doll theraphy per favorire l’equilibro emozionale o la  “Snoezelen Room“, una stanza-benessere basata su differenti stimoli sensoriali per fornire relax ed eliminare lo stress.
Valentina Cervelli
1 giugno 2016
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