I bambini passano all’aperto meno tempo dei carcerati

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Secondo il sito d’informazione TreeHugger.com, ai detenuti dei carceri di massima sicurezza americani vengono garantite almeno due ore all’aperto ogni giorno, mentre la metà dei bambini in tutto il mondo passa meno di un’ora all’esterno.

Un’indagine effettuata su un campione di 12.000 genitori in dieci Stati ha riscontrato che un terzo dei bambini (dai 5 ai 12 anni d’età) passa ogni giorno meno di 30 minuti all’aperto. La ricerca, sponsorizzata dai marchi di detergenti per il bucato OMO e Persil di Unilever, ha ispirato una nuova campagna pubblicitaria: “Free the kids, dirt is good” (“Sporco è buono – liberate i bambini”).

Insomma, si è fiutato il business anche qui.

I carcerati nelle strutture di massima sicurezza in Indiana definiscono il tempo all’aperto il “clou” della loro giornata. “Non fai altro che prendere tutti i tuoi problemi e le tue frustrazioni e lasciarli là fuori”, ha riferito un detenuto. Un altro ha affermato che “gli fa tenere la testa a posto”.

Alla domanda di come si sarebbero sentiti se la loro boccata d’aria fosse stata ridotta a un’ora di tempo al giorno, i detenuti hanno risposto che sarebbero aumentati la rabbia e il risentimento. A detta di un prigioniero sarebbe stata una “tortura”. Una guardia carceraria ha affermato che la situazione sarebbe potuta diventare “potenzialmente disastrosa”.

I carcerati erano sconvolti nell’apprendere che la maggior parte dei bambini ha a disposizione meno di un’ora al giorno all’aperto: uno di loro ha definito la notizia “deprimente”. Un altro ha affermato che potendo esaudire un desiderio avrebbe portato suo figlio in un parco.

Un altro studio ha rilevato che “da almeno 12 mesi un bambino su nove non ha messo piede in un parco, in una foresta, in una spiaggia o in un qualsiasi altro ambiente naturale”.
Recentemente l’Huffington Post ha riferito che con bambini che passano all’aperto solo la metà del tempo rispetto a quanto ne trascorrevano i genitori, stiamo dando vita a una generazione “asociale, priva di immaginazione e inattiva”. Solo la metà dei bambini ha costruito un castello di sabbia in spiaggia, o ha fatto un pic-nic all’aperto nel proprio giardino, e oltre un terzo di loro non ha mai giocato nel fango. Inoltre circa il 50% di essi preferisce stare in solitudine davanti allo schermo anziché giocare in compagnia all’esterno.

La nostra mancanza di cultura dell’aria aperta sta producendo bambini anche malati fisicamente e mentalmente.

“Quando spendiamo tempo all’aperto siamo fisicamente attivi, quindi meno esposti alla possibilità di diventare obesi. Quando la luce del sole colpisce la nostra pelle, produciamo vitamina D, un aiuto per molti problemi di salute. Studi scientifici specializzati nel settore hanno dimostrato che il tempo trascorso all’esterno abbassa le percentuali di malattie cardiache, osteoporosi, sclerosi multipla e alcune forme di cancro. I ragazzini con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione) riescono a concentrarsi meglio quando passano del tempo all’esterno. E stare in mezzo alla natura fa aumentare il buon umore, oltre che diminuire stress ed ansia”.

Fonte: ReturnToNow



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