Barcellona-Juventus 0-0: un pareggio che vale la semifinale

La squadra di Allegri regge bene l'urto di Messi e Neymar ed esce imbattuto dal Camp Nou. Di MAURIZIO CROSETTI

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BARCELLONA-JUVE

BARCELLONA – La Juventus azzera il Barcellona e la storia che portava sulle spalle, gloriose e stanche. Lo riduce, appunto, a zero: il numero dei gol segnati a Buffon tra andata e ritorno. Pensate, era accaduto appena tre volte in tutta l’epoca infinita dei catalani in Europa. Il risultato più lontano dall’indole e dalla tradizione del Barça è diventato, al Camp Nou, il lucchetto con il quale la Juventus ha blindato il prezioso, quasi esagerato 3-0 dell’andata: il destino, come previsto, si era compiuto già tutto a Torino e non restava ai catalani che l’illusione di una replica, la seconda “remontada” impossibile e lo sapevano anche loro. La Juve non è il Psg e al nobile avversario decaduto ha concesso pochissimo, appena un pallone debole nel primo tempo e un simulacro di assalto finale. Niente che potesse davvero ferire Buffon, né togliere una semifinale già acquisita e sacrosanta. Venerdì il sorteggio che la Juventus accosterà senza tremare: rimangono altre due spagnole, il Real e l’Atletico Madrid, e poi il Monaco che non è una cenerentola, semmai una principessa, mica si vive a Montecarlo per niente.

Dopo la partita perfetta, ecco la difesa perfetta. La Juve è riuscita a devitalizzare a la gara, concedendo appena un tiro in porta al Barcellona nel primo tempo (di Messi, e Buffon respinge) e senza a sua volta scagliarne alcuno verso Ter Stegen. Il progetto bianconero di colpire sempre per vincere non ha trovato forma, e forse era logico che così fosse, ma è scivolato più realisticamente verso una gestione accorta della partita e del tesoretto accumulato. Il Barcellona ha provato le sue svariate destrezze, i suoi colpi in corsa, riusciti poco o niente, i minuti passavano ed erano una specie di ghigliottina. Il proclama di Luis Enrique (“Possiamo anche fare tre gol in tre minuti”) è sembrato un’utopia, una chimera.
Ci sono stati momenti, è vero, in cui la Juve si è forse abbassata un po’ troppo, però senza andare mai in vera sofferenza.

La gestione degli imprevisti, raccomandata in modo speciale da Allegri, è stata amministrazione ordinaria in assenza dei medesimi. La squadra scelta dal tecnico livornese ha ribadito, come previsto, quella dell’andata, anche se l’atteggiamento non poteva essere fotocopiato, non dopo un 3-0, di fatto il primo tempo della lunga e cruciale sfida. Né la Juve né il Barcellona hanno saputo, o forse voluto, assomigliare a Real-Bayern del giorno prima e il pubblico l’ha capito abbastanza presto, pur non rinunciando a canti e bandiere e in verità nemmeno all’antipatico coro “Italia es una mafia” che ha ritmato una parte del primo tempo. Diverso, invece, il Barcellona rispetto alla settimana scorsa, con Mascherano in panchina e il ritorno, previsto, dell’ordinatore Busquets, con Jordi Alba a correre a sinistra.

Più nervosismo che lucidità da parte di quasi tutti, ed è chiaro che non c’erano occhi se non per quei tre là davanti. Hanno deluso in blocco, un po’ meno Messi, moltissimo Suarez e Neymar. Con loro si chiude per il momento un’epoca gloriosa, e il tiqui taca non tornerà. Non si sa ancora, viceversa, se la stagione della Juve sarà quello che sembra, cioè qualcosa di grande. Il sospetto è forte.

BARCELLONA-JUVENTUS 0-0
BARCELLONA (4-3-3) Ter Stegen – Sergi Roberto (33′ st Mascherano), Piqué, Umtiti, Jordi Alba – Rakitic (13′ st Alcacer), Busquets, Iniesta – Messi, Suarez, Neymar.
JUVENTUS (4-2-3-1) Buffon – Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro – Pjanic, Khedira – Cudrado (38′ st Lemina), Dybala (30′ st Barzagli), Mandzukic – Higuain (43′ st Asamoah).
Arbitro: Kuipers (Ola).
Note: ammoniti Iniesta, Neymar, Chiellini, Khedira. Spettatori paganti 96.290.

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