Basilicata, audizione di Bolognetti in Commissione rifiuti

La verità e la conoscenza dell'effettivo stato delle cose in merito alle numerose criticità ambientali in Basilicata

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Ieri il Segretario di Radicali Lucani e giornalista Maurizio Bolognetti, noto in Basilicata come vera e propria “memoria storica” delle battaglie ambientaliste, per la verità e la conoscenza dell’effettivo stato delle cose in merito alle numerose criticità ambientali in Basilicata, è stato audito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

Un’audizione importante, seppur poco o per nulla coperta dai media, durante la quale Bolognetti ha in buona sostanza ribadito, mettendole in fila come preziosi anelli di una catena tanto solida quanto pericolosa, quanto denuncia già da diversi anni relativamente all’inquinamento in atto in molti siti petroliferi della Regione Basilicata: l’esplosione del caso-Eni ha infatti riportato in auge le battaglie di Bolognetti, che negli anni ha dovuto anche difendersi – sempre con successo – in numerosi procedimenti giudiziari intentatigli proprio per la sua attività di denuncia e di ricerca.

Il più clamoroso è stato probabilmente la vicenda Pertusillo, quando Bolognetti fu denunciato per rivelazione di segreto d’ufficio per aver pubblicato delle analisi da lui stesso effettuate sulle acque dell’invaso artificiale del Pertusillo, rinvenendo idrocarburi e metalli pesanti nelle acque in concentrazioni decisamente sopra le norme di legge. Quello del Pertusillo è un po’ il punto attorno al quale ruota l’attività del Radicale, la prova provata che in Basilicata per anni le istituzioni sapevano ma hanno scelto di non guardare, non denunciare, non occuparsi in alcun modo delle conseguenze della attività delle multinazionali petrolifere.

Tutti elementi che appartengono, secondo il radicale, ad un’unica grande area di intervento omertoso:

“La gestione dell’affare petrolio è stata caratterizzata da una totale opacità, volendo usare un eufemismo. […] Il petrolio, non solo in Basilicata, inquina e la Regione Basilicata era consapevole dei rischi. […] in questi ultimi 20 anni abbiamo registrato totale assenza di monitoraggi ambientali adeguati da parte degli enti deputati per lunghissimo tempo. […] Come è stato possibile quindi autorizzare il pozzo Costa Molina 2 quando una deliberazione del Consiglio dei ministri lo vietava e la reiniezione è notoriamente nell’area di Montemurro tutt’altro che sismicamente e tettonicamente favorevole?”

ha chiesto Bolognetti alla Commissione spiegando punto per punto le criticità di certi provvedimenti contrari a ogni legge e norma di buon senso.

Parole, queste, non nuove al radicale Bolognetti, voce inascoltata dal panorama mediatico e istituzionale italiano: nel corso degli anni ha visto altri attestarsi battaglie sue, si è visto trascinato in processi giudiziari e denigrato da politici, istituzioni e associazioni ambientaliste opache e anche la convocazione di ieri in Commissione è stata un piccolo “Calvario”. Il Radicale, che quando i parlamentari membri della Commissione si erano recati in Basilicata in seguito all’esplosione dell’ultima inchiesta giudiziaria contro le attività estrattive aveva chiesto di essere audito, richiesta caduta nel vuoto, aveva dovuto incalzare il Presidente della Commissione Alessandro Bratti con numerosi tweet prima di essere convocato a Roma.

Una convocazione che, in realtà, è stata una ri-convocazione, per effetto degli innumerevoli voti di fiducia che il governo pone spesso su questo o quel provvedimento e che costringono i membri delle commissioni parlamentari a recarsi in Aula a votare. Su Radio Radicale è possibile ascoltare l’intero intervento.

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