Il Bitcoin conviene?

Non è un mistero che io ritenga questo tipo di moneta virtuale completamente irrilevante, e quindi inutile, per un sistema territoriale che voglia trovare una strada ulteriore e/o diversa alla rarefazione monetaria. Prima di pubblicare questo articolo ho assistito ad una conferenza in cui era presente un esperto in Bitcoin, perchè volevo cercare di capire meglio le potenzialità e i limiti che intravedo in questa moneta. Tutte le mie remore oggi risultano confermate e ho il sano sospetto che i sedicenti esperti di criptomoneta poco si intendano di economia monetaria, di sistemi e di territori; in sostanza nulla si curano delle comunità economiche che ci riguardano, poco sanno del passato e di certo sono interessati al profitto immediato o a breve termine.

Vi spiego in 8 punti perchè il Bitcoin non è la moneta del futuro e nemmeno quella del presente.

#1 IL BITCOIN E’ UNA CRIPTOMONETA CHE NASCE SCARSA

La scarsità della moneta è un aspetto dell’attuale circolazione monetaria e anche della circolazione criptomonetaria.Una moneta che nasce scarsa, la cui scarsità è parametrata alla possibile domanda di utilizzo del mezzo di scambio, è una moneta destinata a creare disuguaglianza fin dalla sua progettazione. Inoltre genera valore intrinseco, valore in sé, crescente al crescere della sua rarefazione: è destinata a generare concentrazione di valore e ricchezza e quindi riveste interesse per chi considera il mezzo monetario uno strumento speculativo. La scarsità programmata è la scelta preordinata di chi, anche grazie all’emissione centralizzata, vuole gestire il controllo e il potere. Niente di nuovo sotto il sole;

Una moneta che nasce scarsa genera disuguaglianze e speculazioni

#2 L’EMISSIONE E’ CENTRALIZZATA E CONTROLLATA

Uno degli aspetti tanto decantati del Bitcoin è la sua lontananza dal controllo di Governi e Banche, i cosiddetti poteri centrali. Tuttavia il Bitcoin viene letteralmente sputato da alcune macchine deputate a questa funzione, le cui regole di emissione sono state decise a tavolino in un qualche momento da una persona sola, Satoshi Nakamoto, oppure più persone, il gruppo misterioso di informatici che molti ritengono sia dietro al fenomeno Bitcoin. Questa organizzazione dell’emissione della criptovaluta è del tutto uguale all’emissione centralizzata da parte di una Banca Centrale. Il fatto che cambi il soggetto emittente non cambia la modalità, che è e rimane centralizzata, ovvero controllata da un qualsivoglia soggetto, sia esso Satoshi Nakamoto, un gruppo di informatici, un gruppo di investitori, una macchina, un governo o banca. Niente di nuovo sotto il sole;

L’emissione della criptovaluta è centralizzata

#3 IL CREATORE DEL BITCOIN HA IDENTITA’ DUBBIA

Il Bitcoin pare sia stato pensato, inventato ed implementato da un certo Satoshi Nakamoto anche se molti hanno avanzato dubbi sulla reale esistenza di questa persona ( compreso l’esperto che ho ascoltato qualche settimana fa ) e altri hanno avanzato il sospetto che sia in realtà un prestanome. Che reale necessità ci potrebbe essere nel rimanere anonimi o nel generare mistero quando si è titolari di una innovazione tanto importante e riconosciuta? Per quale motivo non viene reso chiaramente pubblico chi abbia pensato questo nuovo tipo di pagamento? Sembra proprio un caso del tipo “ … a pensar male si fa peccato ma …” A mio avviso la trasparenza sarebbe in questo caso un elemento di onestà e genererebbe maggior fiducia nello strumento soprattutto se la criptomoneta fonda la sua esistenza sul sistema P2P che dovrebbe essere di natura fiduciaria;

Non c’è trasparenza su chi abbia generato e controlli questa criptovaluta

#4 L’EMISSIONE E’ SLEGATA DA QUALSIASI PARAMETRO UMANO E DI EQUILIBRIO

Il Bitcoin, leggo e ascolto, è programmato, fin dalla sua origine, per arrivare gradualmente all’emissione zero. Ad oggi ha già superato il suo picco di generazione e quindi l’effetto “scarsità” è già in atto e non sarà mai compensato dal frazionamento infinito della singola unità Bitcoin ( a differenza di quanto ci vengono a raccontare questi sedicenti esperti ). La quantità di Bitcoin prevista in totale al termine del suo percorso non è neppure lontanamente vicino alle esigenze di scambio delle Comunità di persone. Mi chiedo quale parametro, oltre alla reale scarsità, sia stato preso a riferimento per decidere un così limitato quantitativo di generazione totale.L’emissione monetaria raggiunge un livello massimo che si stabilizza nel tempo e tale livello, con tutti gli accorgimenti del caso, ha come parametro di riferimento l’essere umano e la sua capacità di partecipazione e dono di sé all’interno di una Comunità. Questi sono parametri che portano all’equilibrio di un sistema monetario che sappiamo essere, per forza di cose, dinamico e complesso per natura. Il principio della ‘crescita naturale della moneta’ è stato quindi travisato e trasformato in occasione di scarsità, potere e speculazione, per non parlare del fatto che nel Bitcoin si parla di numeri assoluti quando invece la ‘crescita naturale della moneta’ è costante su valori logaritmici, cosa peraltro evidente all’osservazione e non per partito preso o teoria ipotetica;

Nessun principio di equilibrio regolal’emissione della criptovaluta pertanto non risponde ad alcuna esigenza umana, se non a quella dell’avidità

#5 LA DISTRIBUZIONE, O MINATURA, E’ SOLO PER RICCHI TECNOLOGICI

I Bitcoin vengono letteralmente sputati da una macchina che ha un protocollo rigido di emissione. Per poter ottenere un pacchetto di Bitcoin è necessario avere oggi una potenza di calcolo e connessione che sono appannaggio unicamente di persone esperte di informatica e in grado di investire diverse decine di migliaia di Euro in strumenti di calcolo. Una moneta solo per ricchi? Un altro modo per ottenere Bitcoin è l’acquisto diretto nei numerosi mercati di scambio speculativi, pagando naturalmente con moneta a corso legale quello che è semplicemente e impalpabilmente un bit elettronico e che normalmente raggiunge svariati Euro di controvalore. E’ il bello della speculazione, delle aste, della scarsità e del controllo. Se poi vogliamo vendere beni e servizi per ottenere Bitcoin il problema è che se non hai nulla di appetibile non riesci ad ottenerne ed, in ogni caso, il quantitativo di beni e servizi da mettere a disposizione fluttua velocemente in base alle quotazioni di riferimento; è un po’ una versione complicata di un già complicato baratto;

E’ una criptomoneta per pochi privilegiati

#6 IL MERCATO DI RIFERIMENTO E’ NON REALE E SPECULATIVO

Ho sentito spesso pubblicizzare il Bitcoin come moneta per gli acquisti nell’economia reale ma questo mi sembra proprio il caso di una di quelle bugie a cui molti fingono di credere per giustificare e giustificarsi del vero motivo per cui si commercia in Bitcoin: la speculazione. Ottengo oggi un Bitcoin e spero aumenti di valore per poter ottenere molto di più in futuro.E’ sufficiente verificare quanti negozianti o industrie usino Bitcoin in città come Roma o Milano in relazione alla quantità di mercati speculativi nati negli ultimi anni.

Ma quanto vale 1 Bitcoin? Dipende. Dalla quotazione, che cambia da mercato a mercato e di ora in ora. Di conseguenza un commerciante dovrebbe aggiornare i prezzi in Bitcoin di minuto in minuto altrimenti sarebbe passibile di speculazione nel mercato reale. I soggetti che accettano Bitcoin, come le associazioni o le università, non avendo alle spalle un reale circuito in cui spenderli, è chiaro che puntino a rivendere i Bitcoin al rialzo in Euro, Dollari, Sterline ecc … Non raccontiamoci favole edulcoranti anche se sarei proprio entusiasta di ricevere una smentita.

La criptomoneta segue meccanismi speculativi ed è slegata totalmente dall’economia reale, quindi anche dall’uomo

#7 E’ UNA MONETA ANONIMA PRIVILEGIATA DAI MERCATI ILLEGALI

Il Bitcoin è la moneta anonima per eccellenza ed è quindi divenuta immediatamente la moneta privilegiata delle economie illegali e fraudolente ( possiamo inserirvi anche i mercati speculativi dello stesso Bitcoin? Il famoso denaro dal denaro, denaro dal nulla: lo detestiamo tanto ma sul Bitcoin non ci infastidisce più? ). Droghe, armi: non brillo di originalità quando si tratta di pensare ai modi del malaffare. Leggo “un compratore onesto non accetta Bitcoin per affari disonesti …” tuttavia mi sembra che i fatti smentiscano questa affermazione dal momento che questo tipo di criptomoneta pare venga utilizzata dal malaffare in quanto possiede non solo le caratteristiche ideali ma anche la libertà di utilizzo perfetta per delinquere. A posteriori, ripetere la tiritera che “ il Bitcoin non è utilizzato per affari illegali “ sembra piuttosto la consueta bugia che ripetuta più volte spera di essere considerata vera.

E’ la moneta privilegiata dal malaffare e nulla lo smentisce

#8 E’ VEICOLO PER IL CHIP ELETTRONICO

Non sono contraria al peer-to-peer per partito preso. Al contrario. Dovremmo essere liberi di gestire i nostri scambi, i nostri contributi, i nostri talenti e risultati con chiunque senza alcuna limitazione tecnica o centrale. Tuttavia mi sento sempre poco tranquilla quando noto e vedo prendere piede tutte quelle tecnologie e applicazioni che ci avvicinano sempre più inesorabilmente al chip elettronico. Già oggi tutti noi pensiamo a quanto sarebbe comodo il chip sottocutaneo, la connessione neuronale, un “direct link” mentale alla rete. La moneta elettronica è in calendario da tempo e il Bitcoin, con tutto il successo e privilegio che ha ottenuto, è un pochino un saggiare il terreno, per verificare quanto siamo pronti alla dematerializzazione del mezzo di scambio. Dimenticandoci al contempo non solo di film come Terminator o Matrix o Minority Report, di libri come “Uomini come dei” di Wells, ma anche che qualsiasi dispositivo che invia dati può anche riceverne.

Ha le caratteristiche ideali per un ulteriore passo verso una nostra maggiore schiavitù

Una moneta che nasce centralizzata, scarsa, ad appannaggio dei ricchi, anonima e gettonatissima dalla malavita per affari che portano morte e distruzione è davvero così interessante?

Io personalmente trovo molto più eccitante costruire un progetto territoriale o vivere delle relazioni umane piuttosto che stare su un mercato impalpabile a piazzare bit impalpabili per ottenere denaro che è debito per continuare a vivere nella scarsità.

Un mio caro amico una volta ha detto “a loro la moneta virtuale, noi facciamo la moneta virtuosa”*. Sarebbe anche venuto il momento.

Lisa Bortolotti

*Franco Contu – Sardex

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