Tassi fino al 140 per cento e a chi non restituiva il denaro botte e intimidazioni. A scoprire il giro carabinieri e polizia

Come base avevano scelto i Castelli Romani. Ed è lì che avevamo messo in piedi un giro di usura con tassi altissimi in particolare tra  Ariccia e Albano Laziale.  A scoprirlo sono stati carabinieri e polizia. Gli agenti del commissariato di Albano e i militari della compagnia di Velletri hanno infatti eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di sette persone ritenute responsabili a vario titolo dei reati di usura, estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, attività finanziaria abusiva e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Nel corso delle perquisizioni delegate dalla Procura è stata arrestata un’ottava persona: un cittadino albanese che aveva in casa due chili di hashish e 150 grammi di cocaina.

Operazione antiusura: “Paga o te sfonno”, le minacce alle vittime

A finire nella rete degli usurai, imprenditori, commercianti, impiegati e casalinghe che subivano intimidazioni, minacce e aggressioni fisiche, fino ad arrivare al sequestro di persona, per ottenere il pagamento delle rate. Secondo gli investigatori il tasso applicato variava tra il 120% e il 140% annuo. L’operazione battezzata  “Game Over” è andata avanti tra dicembre e marzo e ha portato, secondo gli inquirenti, allo smantellamento di un sistema usurario da anni radicato ai Castelli Romani. Tra le vittime ben sette, individuate dagli investigatori, hanno collaborato confermando le responsabilità a carico degli arrestati.

A capo del sodalizio c’era un uomo di 48 anni di Albano Laziale, appartenente a una nota famiglia della zona per precedenti specifici, a cui è stato anche contestato il reato di esercizio abusivo di attività finanziaria. Nel corso delle indagini erano già state arrestate in flagranza di reato sei persone per detenzione e spaccio di stupefacenti e tre, a febbraio su ordinanza custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Velletri, per rapina, estorsione, sequestro di persona e lesioni personali ai danni di un agente immobiliare, vittima di estorsione.

Le intercettazioni parlano chiaro sui metodi usati dagli strozzini: “Portame i sordi vai a trovare i soldi,…stasera te vengo a casa. Movete, valli a cerca’ e portameli perché veramente ti strucino per terra fino a che non te consumo”,  si sente infatti in una conversazioni registrata da carabinieri e polizia nel corso delle indagini. E una delle vittime, secondo le indagini, per onorare il debito è stata costretta a vendere un appartamento e la sua auto.

Se qualcuno ritardava i pagamenti si arrivava all’utilizzo di metodi violenti. “Io oggi te ri-massacro, oggi te sfonno, oggi.
Allora appena attivo te rompo i denti subito subito – te rompo le costole”, avrebbe detto un indagato in un’altra conversazione, sempre intercettata. I pestaggi alle vittime sarebbero stati commentati con ironia: “Ah Ah, Gli hai menato – Hai sentito? Ma gli hai menato in diretta proprio?  E n’hai sentito? Ah Ah”.

 

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