Ci siamo: banca Ue cessa attività

In un contesto di tassi di deposito negativi che minacciano la redditività delle banche, Optima – come tanti altri istituti – aveva un bisogno disperato di soldi

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NEW YORK (WSI) – La banca belga Optima Bank ha cessato le attività dopo che la Bce e la banca centrale nazionale hanno stabilito che l’istituto non era in grado di rispettare gli impegni presi con i suoi clienti. La società è stata costretta a chiudere dopo che è emersa la possibilità che siano state effettuate transazioni fraudolente.

Sorprende vedere come i grandi media evitino di affrontare la questione che invece ha una grande importanza. Il comunicato stampa della banca nazionale sulla notizia choc non è uscito in inglese, mentre tutte le altre note dell’ufficio stampa dell’istituto centrale del Belgio si possono consultare anche in inglese sulla home page dell’istituto centrale belga. Anche la Bce non ha diffuso la notizia.

Eppure la situazione è grave, se si pensa che le autorità di controllo dei mercati hanno chiesto immediatamente al fondo speciale di tutela dei correntisti, istituito per gestire e offrire la garanzia dei depositi inferiori ai 100 mila euro, di intervenire in soccorso dei clienti della banca.

Optima Bank non ha ancora fatto ricorso alla procedura di amministrazione controllata, ma la fretta di rimborsare i clienti attraverso il fondo creato ad hocindica che la situazione è estremamente delicata. Anche se la società ha chiuso la divisione che si occupava dei conti risparmio l’anno scorso, ci sono almeno due cose da tenere bene a mente per capire la drammaticità della vicenda.

Esca attira clienti: rendimenti elevati

La prima è che Optima era una delle banche che ha cercato di attirare nuova clientela offrendo rendimenti elevati e quindi succulenti in un contesto ditassi zero. Viene subito alla mente la campagna promozionale di Deutsche Bank in Belgio che ha promesso a sua volta tassi di interesse molto alti per alcuni dei prodotti offerti.

In un contesto di tassi di deposito negativi che minacciano la redditività delle banche, Optima – come tanti altri istituti – aveva un bisogno disperato di soldi e quindi ha deciso di correre qualche rischio, in un trend purtroppo già visto prima della crisi dei mutui subprime.

In secondo luogo, la banca nazionale del Belgio aveva già assunto il controllo di Optima a maggio e lo aveva fatto nominando un “commissario straordinario” incaricato di approvare tutte le operazioni della banca.

Il rischio è dunque che in Europa ci siano altre banche sottoposte alla supervisione delle autorità di sorveglianza senza che clienti e cittadini siano messi al corrente da chi di dovere. Con altri grandi istituti come Banco Popular e forse Unicredit che hanno bisogno di capitali freschi (2,5 miliardi nel caso del gruppo spagnolo) il reparto bancario dell’area euro sta ormai perdendo ogni credibilità e fiducia.

13 giugno 2016, di Daniele Chicca

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