Comunali, Renzi: «Non siamo contenti, a Napoli risultato peggiore. Giachetti? Un mezzo miracolo»

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Il presidente del consiglio Matteo Renzi durante la conferenza stampa nella sede del Partito Democratico sui risultati delle elezioni amministrative comunali, Roma, 06 giugno 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

«Non sono contento». Così Matteo Reanzi commenta i risultati del primo turno delle comunali durante la conferenza nella sede del Pd a Roma.

«Non dico che il risultato è negativo perché non lo penso. Ma una squadra che vuol vincere sempre quando vince ma non dappertutto non è contenta», ha sottolineato Renzi. «Sono affamato di vittoria e penso che il Pd è la più grande comunità politica europea, sta intorno al 35% a livello nazionale, in molti comuni sopra il 40% che è la cifra magica per l’Italicum: quindi il risultato non è una debacle ma non ci basta perché vogliamo di più», ha continuato il segretario Dem.

«Il risultato è molto locale, molto frammentato e soprattutto non vede il partito di maggioranza, il Pd, in una situazione di crisi numerica perché i dati sono alti dal punto di vista della percentuale», è stato ancora il commento di Renzi. «Ma non siamo contenti. Siamo contenti del mezzo miracolo ma ci interessa l’altro mezzo
miracolo», ha aggiunto.

«Il risultato peggiore del Pd è a Napoli, è un risultato che riguarda la città di Napoli dove il Pd non riesce ad esprimersi al meglio. Napoli è città meravigliosa ma è un baco per il Pd», ha osservato ancora il segretario del Pd aggiungendo che alla prossima direzione proporrà «una soluzione commissariale molto forte».

«Secondo me gli italiani votano sulla base di ciò che propone l’esperienza amministrativa locale. Sanno scegliere, fanno zapping sulla scheda elettorale», ha aggiunto Renzi.

«Il voto di protesta a Roma ha pesato: è evidente. Ma il voto di protesta di Roma ha motivazioni che magari in parte saranno attribuibili alla crisi della politica, ma ragionevolmente avranno anche una evidente correlazione con ciò che è accaduto negli ultimi anni in questa città. A Milano il voto di protesta è meno di protesta: sono singole storie molto diverse l’una dall’altra», ha proseguito Renzi.

«Giachetti a Roma ha fatto un mezzo miracolo», ha aggiunto il premier. «Onore al merito, è stata una campagna molto molto difficile e ora c’è, è in campo. Se la giocherà al ballottaggio», ha continuato, aggiungendo che il successo M5S «era abbastanza previsto». «A Roma se Giachetti fa Giachetti sarà un ballottaggio divertente, la partita è aperta. Si riparte da zero a zero», ha insistito Renzi.

«Se Giachetti fa Giachetti questa campagna per il ballottaggio sarà divertente. Raggi è un personaggio molto atteso dalla comunità giornalistica nazionale ed internazionale. Se Giachetti si mette a parlare di Roma e fa vedere la differenza sarà divertente, i punti di distanza sono meno di quelli tra Fassino ed Appendino», ha proseguito Renzi.

«A chi se la gioca per il ballottaggio l’augurio è farlo a testa alta, divertendosi, tutti i messaggi in politichese puro che sentiremo fanno a pugno con la realtà – ha continuato Renzi -. Gli italiani sanno scegliere. Leggo dichiarazioni di politici del centro destra che dicono non daremo mai il voto al Pd, chi l’ha detto? Brunetta. Pensate che un elettore decida cosa votare sulla base di quello che dice Brunetta, Fedriga o Quagliariello? Per esempio a Roma deciderà sulla base di quello che lo convince di più. Poco politichese è l’augurio che faccio ai candidati».

«Sala è un ottimo candidato, credo che il ballottaggio sarà bello e Sala ha tutte le condizioni per farcela e segnalo che sta al 41,9 non al 30-25%. È uno dei risultati migliori e non sono per niente deluso da Sala. Come governo collaboreremo con chiunque vinca ma con segretario Pd segnalo ottimo primo turno», ha poi affermato Renzi parlando dell’esito del primo turno a Milano.

«A Salvini dico auguri: è contento perché ha preso il 2,7 a Roma, auguri. Noi siamo seri onesti, non come quelli che prendono il 2,7 a Roma e brindano», ha detto ancora Renzi.

«Se uno non vuole votare Pd e sta a sinistra vota 5 Stelle. Questa è una lettura difficilmente contestabile. Fassina a Roma ha fatto un risultato che se è contento lui va bene ma sta tra il 3 ed il 4 in città anche importanti come Roma e Torino», ha rilevato ancora il premier.

«Non si sono ancora chiusi i seggi e già si torna al solito teatrino della prima Repubblica per cui hanno vinto tutti – ha proseguito Renzi -. Io non sono così e noi abituati a vincere non siamo tra quelli che dicono che abbiamo vinto. È un dato molto difficile. Giachetti ha fatto un mezzo miracolo, onore al merito, è stata una campagna molto molto difficile e ora c’è, è in campo. Se la giocherà al ballottaggio, il successo M5S era abbastanza previsto».

«Quando vedo leader di altri partiti che dicono di essere pronti alla grande rivoluzione dove faticano in alcuni comuni ad arrivare alla doppia cifra dico: va bene. Se diventano come altri leaderini che si mettono a sedere e dicono di aver vinto io a loro dico: auguri. Io quando non le ho vinte tutte per un quarto d’ora ho voglia di averle vinte tutte, poi ci mette a lavorare con il sorriso sulle labbra». Così Renzi ha poi ironizzato sull’atteggiamento dei rivali all’indomani delle amministrative.

«È un dato molto difficile da commentare a livello nazionale e del resto lo avevamo detto che non si doveva giudicare il risultato come politico nazionale. I numeri lo dimostrano. È difficile un giudizio complessivo», ha aggiunto. «Impossibile dare da parte dei commentatori un giudizio uniforme».

«Il punto centrale è che ieri la comunità del Pd su 1300 sindaci ne porta a casa quasi mille, per dare un quadro di insieme, tra quelli iscritti e quelli che stanno nell’area, per dire quanto siamo radicati sul territorio», ha proseguito Renzi.

«Il tema del referendum impatterà molto fortemente con l’azione del governo al punto di aver evidenziato ripercussioni in caso di fallimento. Il voto di protesta oggi c’è ma io penso che sul referendum non potranno che votare sì», è stata poi l’analisi del premier, che mostra tranquillità negando la relazione tra comunali e referendum di ottobre.

«La mia opinione, poi anche i miei amici non la pensano allo stesso modo, è che gli italiani che votano contro il sistema e l’establishment devono votare sì al referendum. Molti di quelli che hanno votato Beppe Grillo o Lega – anche se quelli che hanno votato Lega sono pochi – al passaggio del referendum voteranno per il sì. I parlamentari di M5s e Lega invece voteranno di no perché se una poltrona di tre salta, avendo avuto la buona sorte di fare un viaggio premio a Roma la poltrona non la vogliono mollare», ha continuato il premier.

«Noi siamo quelli che sostengono il premio alla lista e non alla coalizione, lo confermo su tutta la linea oggi, non è che cambiano idea: il premio va alla lista». Sulla base del sistema elettorale per le comunali, Renzi ha confermato infine la linea sull’Italicum. «Sulle alleanze noi siamo perché il Pd, come volle Walter Veltroni, faccia il partito a vocazione maggioritaria», ha aggiunto parlando delle alleanze.

Fonte: Messaggero.it

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