C’erano una volta due fratelli, uno agricoltore, l’altro un pastore. Quando il padre chiese di manifestargli il loro amore ringraziò il secondo per la sua offerta, non si curò invece del primogenito, di cui non aveva gradito il dono.

Il sacrificio del sangue non è equiparabile a qualche sporta di grano. il sangue è indelebile, come quello rimasto sulle mani di Caino, il sangue fraterno di Abele.

Caino il primo uomo. Caino il primo uccisore. Caino, il primo fantasma, che s’incarna in ogni uomo, contagia ogni fratello, dal primo giorno dei tempi, come se la storia non ci avesse insegnato niente. O quasi.

Indelebile come il sangue di Abele, l’insegnamento dell’Umanesimo e di una riflessione laica sul valore dell’individuo può essere forse l’antidoto a questo corso e ricorso fratricida.

Gianluca Smiriglia s’interroga in questo saggio sulle cause della “società liquida”, ematica, cercando di coagularla nella proposta di un nuovo umanesimo, attraverso una prosa dalla lucidità analitica inaspettata e a una sezione di poesie civili, illuminate dal fuoco della lotta e della speranza.

Autore Gianluca Smiriglia

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