Juventus, primo titulo: Allegri può fare la storia

Anche questo il trionfo in Coppa Italia è stato firmato dal tecnico che aveva ricevuto in eredità una squadra considerata da Conte non in grado di presentarsi con i suoi 10 euro nei ristoranti da 100 euro a persona

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COPPA ITALIA

di Alberto Dalla Palma

GIOVEDÌ 18 MAGGIO 2017 07:59

ROMA – Il volo della Juve verso il primo triplete della sua storia è iniziato con il trionfo in Coppa Italia: la terza consecutiva, un record anche questo, fra i tanti che Massimiliano Allegri può conquistare tra un successo e l’altro. Pensate solo che l’eventuale sesto scudetto di fila – potrebbe arrivare già fra sabato e domenica – diventerebbe addirittura leggenda. E’ una Juve immensa, costruita anno dopo anno dal presidente Agnelli, da Marotta, da Paratici, da Nedved, con sagacia, coraggio e anche con una montagna di soldi che diventa sempre più alta come dimostra il capitale incassato in Champions (oltre 120 milioni), ampiamente superiore al prezzo di acquisto di Higuain (90 milioni).

Coppa Italia, è festa Juventus all'Olimpico

La Lazio esce sconfitta da questa finale, ma a testa alta, come sempre: non è stata fortunata nei momenti chiave, soprattutto quando Keita in avvio ha colpito il palo da pochi metri. Cambiando modulo più volte nel corso dei novanta minuti, Inzaghi ha tentato comunque di restare in partita e di mettere in crisi la difesa bianconera cercando il gol della speranza. Insuperabili i tre centrali di Allegri e anche Neto che nelle occasioni importanti ha fatto il Buffon mettendo in cassaforte la vittoria costruita sui gol di Dani Alves, colossale in questo finale di stagione, e di Bonucci, un altro che vorremmo vedere citato almeno fra i candidati al prossimo Pallone d’Oro. Inzaghi, comunque bravissimo, era partito con Parolo rotto e ha dovuto cambiare in corsa subito dopo il primo gol bianconero: gli rimarrà il rimpianto di aver scelto un difensore come Radu piuttosto che un talento come Felipe Anderson.

Juventus-Lazio 2-0, con Dani Alves e Bonucci la Coppa Italia è di Allegri

Il gol di Dani Alves ha gelato la Lazio e i suoi tifosi: neanche il tempo di organizzare la riscossa ed è arrivato il raddoppio della Juve, assatanata e avvelenata di fronte al primo passo verso un triplete storico. E’ chiaro che Allegri aveva calcolato tutto, dando la precedenza a questa finale piuttosto che alla sfida di campionato contro la Roma affrontata con molte riserve: in vantaggio di sette punti, Max poteva permettersi il lusso di non chiudere il campionato domenica scorsa. Ieri sera in campo è scesa la Juve che non fallisce, quella che ti prende per il collo e ti toglie il fiato, esattamente come la squadra che affronterà il Crotone con l’obiettivo di chiudere la seconda tappa della stagione, quella che porta allo scudetto. Anche questo trionfo è stato firmato da Massimiliano Allegri, che aveva ricevuto in eredità una Juve considerata da Antonio Conte non in grado di presentarsi con i suoi dieci euro nei ristoranti da cento euro a persona: eppure il tecnico toscano ha conquistato due scudetti (il terzo è in arrivo), tre Coppe Italia, una Supercoppa di Lega, una finale di Champions persa contro il Barça e una da affrontare contro il Real. E il triplete non è un sogno ma… una possibile realtà.

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