La pena di morte diventa un problema… per i carnefici

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A partire dal prossimo lunedì, lo stato dell’Arkansas metterà a morte 7 prigionieri nell’arco di soli 11 giorni. Questo avviene dopo 12 anni in cui nessun uomo è stato messo a morte in Arkansas.

Il motivo? I farmaci letali usati per le esecuzioni stanno per scadere, e non è possibile ordinarne altri, perchè nel frattempo le case farmaceutiche hanno smesso di produrli (non vogliono più che il loro nome “pulito” venga associato alla pena di morte).

Quindi bisogna farli fuori subito, e ammazzare tutte questa gente prima che i farmaci scadano.

Ma il festival dell’assurdo non finisce qui. Ora che si profilano così tante esecuzioni in pochi giorni, sono i carnefici a protestare, ovvero quelli che dovrebbero fare le iniezioni letali ai condannati. Dicono che così tante esecuzioni in poco tempo sono uno stress troppo grande per loro.

Dal CSM leggiamo: “Questa settimana, 23 ex-guardie penitenziarie hanno chiesto al governatore dell’Arkansas di ripensarci, dicendo che prendere parte a tutte queste esecuzioni può avere delle ripercussioni molto severe sul benessere mentale dei secondini”.

Il governatore però ha risposto che “le nostre guardie penitenziarie non vogliono che si dica di loro che non sono all’altezza della situazione, per cui sono certo che si guarderanno in faccia, tireranno un respiro profondo, e decideranno che sono in grado di farlo”.

Ma di certo pesano sulla coscienza casi come quello della esecuzione “andata male” di Dennis McGuire, nel 2014. L’uomo ci mise oltre due ore a morire, dopo l’iniezione letale, mentre soffriva terribilmente sotto gli occhi impotenti dei testimoni e dei suoi stessi carnefici.

Naturalmente, basterebbe commutare tutte queste pene di morte in ergastoli a vita, per risolvere il problema alla radice. Ma non dimentichiamo che siamo nell’Arkansas, cuore profondo del Bible Belt, dove la Bibbia regna sovrana, e dove viene spesso citato – a giustificazione della pena di morte – il famoso versetto di Matteo 22:22, che recita “date a Cesare quel che è di Cesare”. Ovvero, la legge va rispettata fino in fondo.

Cari secondini, rassegnatevi: se lo dice la Bibbia, che possiamo uccidere serenamente un altro uomo, è sicuramente giusto così.

Massimo Mazzucco



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