Quando si sentono minacciate da un predatore solo parzialmente immerso, le anguille elettriche emergono dall’acqua, premono l’organo elettrico contro il bersaglio e liberano una scossa capace di stordire animali di grossa taglia. Una ricerca conferma il racconto, finora ritenuto di fantasia, fatto dal naturalista Alexander von Humbolt più di 200 anni

L’eccezionale capacità di difesa delle anguille elettriche (Electrophorus electricus ), note anche come elettrofori, è stata dimostrata da Kenneth C. Catania della Vanderbilt University a Nashville, che in un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”conferma la veridicità di quanto riferì agli inizi del XIX secolo il grande naturalista ed esploratore Alexander von Humboldt .

La straordinaria difesa dell'anguilla elettrica
Illustrazione d’epoca del resoconto di Alexander von Humbolt. (Pubblico dominio)

Di ritorno dalla sua spedizione in Sud America, nel 1807 Humboldt riferì sugli “Annalen der Physik”  che gli era capitato di assistere a una battuta di pesca alle anguille di alcuni abitanti della regione fra l’Orinoco e i suoi affluenti Meta e Apuré. I pescatori, che montavano 30 cavalli, cercavano di catturare le anguille elettriche rimaste isolate in alcune pozze d’acqua. Invece di tentare la fuga, le anguille iniziarono a saltare fuori dall’acqua e ad attaccare i cavalli per colpirli con le loro scosse. Le anguille riuscirono a far annegare due cavalli, e stordirne a lungo diversi altri. Tuttavia, poiché mancavano dimostrazioni scientifiche di questo comportamento e di una simile potenza di scarica, per oltre 200 anni fu dato poco peso alla relazione del naturalista.

Imbattutosi nel racconto, Catania, incuriosito, ha iniziato a  studiare il comportamento delle anguille elettriche, scoprendo dapprima che questi animali ignorano la maggior parte degli oggetti che non conducono l’elettricità, il che – osserva il ricercatore – ha un senso, perché le cose viventi in genere conducono l’elettricità.

Per contro, si avvicinano e aggrediscono i materiali molto conduttori anche se inerti, per esempio una rete metallica, scambiandoli per prede.

Imbattutosi nel racconto, Catania, incuriosito, ha iniziato a  studiare il comportamento delle anguille elettriche, scoprendo dapprima che questi animali ignorano la maggior parte degli oggetti che non conducono l’elettricità, il che – osserva il ricercatore – ha un senso, perché le cose viventi in genere conducono l’elettricità.

Per contro, si avvicinano e aggrediscono i materiali molto conduttori anche se inerti, per esempio una rete metallica, scambiandoli per prede.

Durante lo studio, mentre Catania cercava di spostare con un’asta le anguille dalla vasca dell’acquario dove sono solitamente ospitate in quella usata per gli esperimenti, una di esse saltò addosso all’attrezzo liberando una scossa particolarmente forte. Negli esperimenti successivi, il ricercatore ha scoperto che quando l’anguilla è completamente sommersa, la potenza dei suoi impulsi elettrici si disperde in tutta la massa d’acqua e non può arrecare danni sensibili ad animali di una certa stazza.

Ma quando il corpo dell’anguilla si estende fuori dall’acqua, e l’organo di produzione della scarica (situato all’alteza del mento)  è a diretto contatto con il bersaglio, la corrente elettrica passa  viaggia attraverso di esso per tornare in acqua e arrivare alla coda dell’anguilla, chiudendo il circuito e provocando effetti molto più significativi. “Questo permette alle anguille di somministrare una scossa della massima potenza quando degli animali terrestri invadono il loro territorio rimanendo parzialmente immersi”, ha detto Catania.

La straordinaria difesa dell'anguilla elettrica
Schema dell’esperimento.L’anguilla elettrica dall’acqua, aderisce con l’organo elettrico al predatore e libera una potente scarica elettrica. (Cortesia Ken Catania/PNAS)

Inoltre, con questo comportamento le anguille elettriche che allevano i piccoli durante la stagione secca riescono a difendere con efficacia la loro prole.

Per quanto riguarda von Humboldt, “sembra ragionevole supporre che abbia osservato un comportamento simile delle anguille  elettriche il 19 marzo del 1800”, ha detto Catania.

Commenta su Facebook

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here