Dopo le 6 ore di lavoro in Svezia si iniziano ad eliminare anche i padroni dalle aziende

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CRISP

“È stato molto facile, naturale, l’amministratore delegato stesso ha finito per ammettere la sua inutilità.

Non basta soltanto “eliminarlo”. Prima serve che sia inutile”.
Così parla della sua azienda Tomas Björkholm.
Consulente nel campo software specializzato in organizzazioni agili.

Crisp è un’azienda svedese di consulenza informatica che da oltre nove anni ha rinunciato ad avere un amministratore delegato. E alla consueta struttura verticistica di un’impresa del settore terziario avanzato fatta da una quarantina di persone.
L’organizzazione è oggi orizzontale, improntata sulla trasparenza totale e su tempi di reazione rapidi. In una riuscita armonia in cui il tutto è la somma delle singole parti e dove c’è anche un indice di felicità, termometro della soddisfazione dei dipendenti.  Per il calcolo di quest’ultimo i dipendenti Crisp devono compilare report frequenti. Rigorosamente mettendo nome e cognome, perché la trasparenza è tutto. Michael Göthe lavora per Crisp ed è anche lui specializzato in organizzazione agile.

A proposito dell’approccio e del rapporto tra colleghi racconta al Corriere:

“Vogliamo frequenti feedback , molto rapidi. Non come accade per i sondaggi che si fanno nelle aziende tradizionali. Tra raccolta ed elaborazione dei dati, si impiegano anche due o tre mesi. In due o tre mesi può cambiare il mondo, e noi vogliamo essere nel pieno del flusso». 

Il profitto non è il fine ultimo per quest’azienda, che è diventata nota soprattutto per aver rinunciato al Ceo (la Bbc è volata dalla Gran Bretagna per realizzare un servizio), ma che in realtà nasconde molte curiosità. L’armonia e la soddisfazione dei dipendenti vengono prima di ogni cosa. 
 
Continua Göthe: «Lo scopo non è crescere per crescere, ma aumentare diversità di competenze e vedute. Ci piace crescere di conoscenza».

Certo, Crisp rimane un’azienda vera e propria attiva sul mercato, quindi i conti devono quadrare. A oggi il fatturato è di circa 6 milioni di euro, e negli ultimi anni è sempre cresciuto.
C’è anche un consiglio di amministrazione, organo obbligatorio per legge, rinnovato ogni tre anni per via elettiva tra i dipendenti in una specie di felice ibrido tra l’antica democrazia ateniese e una cooperativa.


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