L’Europa del 2017 come l’Europa del 1908

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All’inizio del secolo scorso, le grandi potenze imperiali europee e il Giappone s’impegnarono in una febbrile corsa agli armamenti, che i loro popoli applaudirono con gioia, perché vedevano in quegli armamenti un riflesso della loro grandezza e gloria. La distribuzione del potere nel mondo è stato il motore delle contraddizioni, insieme con le controversie economiche e commerciali. Tuttavia, dove era più facile osservare il delirio bellicista e imperialista era nello sviluppo navale. Nel 1905, la Gran Bretagna mise in cantiere un nuovo modello di nave, che venne chiamata Dreadnought (Corazzata) per rafforzare la sua supremazia marittima, pensando che la Germania avrebbe avuto bisogno di molti anni per costruire una nave simile. Si sbagliavano. Nel 1906, la Germania ha adottato una legge la quale prevedeva che tutte le navi da guerra dovevano essere del tipo Dreadnought. La risposta inglese fu che “per ogni nave tedesca, l’Inghilterra poteva costruirne due, mantenendo così la sua attuale superiorità relativa”. Nel mese di novembre 2016, Donald Trump ha promesso che 350 navi da guerra sarebbero state costruite per garantire l’egemonia marittima degli Stati Uniti.
 Cina e Russia hanno trascorso più di un decennio impegnate nel compito di moltiplicare la loro potenza militare, volta a neutralizzare e superare quella navale americana. La Cina è alla sua seconda portaerei e la Russia, che ha raddoppiato e modernizzato la sua flotta di guerra in dieci anni, aspira ad essere la seconda potenza navale nel 2025.
Nel frattempo, il processo di militarizzazione dell’Europa, promossa dagli Stati Uniti, è inarrestabile e sempre più vicino ai confini di Russia e Bielorussia. Un processo che viene portato avanti con cautela, goccia dopo goccia, per evitare l’attenzione. Nel mese di ottobre 2016, gli Stati Uniti inviato in Germania 620 container con 5.000 tonnellate di munizioni (il suo maggiore invio in venti anni), in preparazione per il dispiegamento di centinaia di veicoli blindati nel 2017. “Potremmo avere qui un migliaio di carri armati, ma se non si dispone di munizioni non si avrà alcun effetto deterrente”, ha detto il tenente generale Ben Hogdes, dell’esercito degli Stati Uniti, per spiegare il volume atterrato.
Nel gennaio 2017 sono arrivati ​​al porto tedesco di Bremerhaven 4.000 soldati e 87 carri armati della Terza Brigata e della Quarta divisione di fanteria degli Stati Uniti, con 900 carri di armi e attrezzature, che avevano una lunghezza di 14 chilometri. Quel mese, la Germania mette 500 soldati di stanza al Passo di Suwalki, Lituania, considerato il tallone d’Achille della NATO nella sua proiezione sui Paesi Baltici; schieramento simbolico, ma un’espressione dell’impegno tedesco per l’accerchiamento della NATO sulla Russia. Nel febbraio 2017 è stata distribuita nella base di Illesheim, in Germania, parte della 10° Brigata aerea e di combattimento di New York, formata da elicotteri UH-60 Black Hawk, CH-47 Chinook e Apache, come riportato da Stars and Stripes(Stars and Stripes è un giornale militare con informazioni aggiornate sui movimenti delle truppe, le esercitazioni militari e altre questioni relative alle forze militari Usa.)
Sia la Brigata Corazzata che la Brigata Aerea hanno partecipato all’operazione della NATO Atlantic Resolve, sviluppata tra gennaio e marzo 2017, il cui scopo era ammassare truppe ai confini della Russia, presumibilmente per “rassicurare gli alleati dell’Europa orientale”dinanzi una presunta minaccia russa. La Brigata Corazzata sarà la prima forza di rotazione militare ad essere schierata in Europa. La sua sede sarà in Polonia, nella stessa base dove sono dispiegati i sistemi missilistici M109 Paladin già schierati dagli Stati Uniti. Parallelamente, nuove unità saranno stabilite nei paesi baltici, compreso un battaglione di carri armati M1 Abrams. Un altro battaglione di carri armati sarà stabilito in Germania. Romania e Bulgaria, nel frattempo, riceveranno un battaglione di fanteria meccanizzata con veicoli da combattimento Bradley M2. Infine, la 10° Brigata Aerea sposterebbe la sua sede centrale in Germania e parte delle sue unità aeree sarebbero state schierate in zone segrete di Polonia, Lettonia e Romania. A questo dispiegamento militare degli Stati Uniti va aggiunto ciò che hanno fatto diversi paesi della NATO nei Paesi Baltici ed Europa orientale, come i 4.000 soldati inviati nel Baltico da Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna e Germania.
Capitolo a parte sono le continue manovre militari in paesi confinanti o vicini alla Russia. Tale è il caso delle manovre Anakonda-16, sviluppate in Polonia nel giugno 2016 che hanno mobilitato 30.000 soldati, 2.900 pezzi di artiglieria, 105 aeronavi e 12 navi da guerra. Oltre al volume di soldati e mezzi, risalta la partecipazione in esse di Svezia e Finlandia, paesi teoricamente neutrali. Esercitazioni militari si sono svolte in Polonia nel mese di gennaio 2017. Esercitazioni navali hanno avuto luogo quasi ininterrottamente nel Baltico, mar Nero e Barents. Nel luglio 2016 ci fu l’operazione Sea Breeze nel Mar Nero con 25 navi da guerra e 1.700 soldati provenienti da cinque paesi. Nel febbraio 2017, la NATO ha sviluppato esercitazioni navali con l’Ucraina, con la partecipazione di sei paesi, 4.500 soldati e 16 navi da guerra. Ai primi di marzo si attuarono le operazioni navali  Poseidon 2017 condotte dalla Romania.
Si può credere, ingenuamente, che questa continua attività militare ha scopi difensivi, ma non è così. I paesi si armano e dispiegano la loro potenza militare, quando considerano di andare in guerra, anche se non lo dicono pubblicamente. Nessuno nel 1914 ha annunciato che iniziava la Prima Guerra Mondiale. Iniziò e basta, e lo scoppio è stato il risultato naturale di quindici anni in cui si preparavano alla guerra. La Russia spera che entro il 2020, le sue forze armate siano dotate di missili ipersonici capaci di raggiungere velocità di 5 mach (un mach è pari a 1.224 chilometri all’ora: raggiungerebbe Parigi in 40 minuti). Inoltre si sviluppa il missile ipersonico intercontinentale 4202, che raggiungerebbe una velocità tra il 7 e i 12 mach. Stati Uniti e Cina stanno lavorando su tali armi, anche se ancora non raggiungono il livello di sviluppo della Russia, ma è prevedibile che lo raggiungano verso il 2020-2025.
Facevo notare nell’introduzione del mio libro sulla politica e la geopolitica che, in Europa, gli Stati Uniti stanno preparando “scenari di guerra che solo agli Stati Uniti potrebbero interessare” e che gli europei “hanno fatto un’alleanza a morte con un paese che mai morirà per loro”. Siamo in questi scenari, scenari che purtroppo ricorda troppo l’Europa prima della guerra del 1914. Il libro è apparso quasi un anno fa e le analisi si sono rivelate corrette. Ma la guerra non è una fatalità. Può essere evitata e il primo passo da fare è informarsi e agire. Agire e informarsi prima che sia troppo tardi.
Di Augusto Zamora 
NoCierreslosojos.com
Traduzione di Alba Canelli

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