Vaccination

I tumori nell’uomo e nella donna sono ancora un rebus. Soprattutto se si parla di tumori da Papilloma Virus. Alle bambine entro i 12 anni di età si prescrive gratuitamente la vaccinazione contro il cancro al collo dell’utero. Se è vero che il vaccino protegge anche i maschi da tumori rari e condilomi sessualmente trasmissibili, perché non estenderlo gratuitamente anche ai ragazzi? Volendo, si può comprare il vaccino in farmacia e farlo al proprio figlio o il prodotto in vendita non è «adatto» ai maschi? Ha una durata (in anni) il suo effetto e va ripetuto? Perché non se ne parla? Per sottoporsi a vaccino, entro quale anno di età deve essere fatto? Meglio farlo in estate o in inverno o poco cambia? Dove e chi può somministrarlo? Tanti quesiti che ho sottoposto al Prof. Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, Past President SIMIT. È certo che chi volesse incontrarlo a breve potrà farlo dal 6 all’8 giugno a Milano, quando si consumerà l’ottava edizione di ICAR (Italian Conference of AIDS and Antiviral Research). Il congresso, presieduto dai professori Andrea Gori (Monza), Adriano Lazzarin (Milano) e Franco Maggiolo, (Bergamo), si terrà presso l’Università Milano-Bicocca. Oltre 150 gli scienziati e i ricercatori presenti, dall’Italia e dall’estero, e mille gli specialisti

RISPONDE IL PROFESSORE
TUMORI
– “Il rischio di un tumore da Papilloma Virus nel maschio è estremamente più raro rispetto a quello nella donna. Secondo l’ISS fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetta nel corso della vita con un virus HPV, con un picco di prevalenza nelle giovani donne fino a 25 anni di età. Nelle femmine il cancro dell’utero causato da HPV è uno dei tumori più frequenti, mentre nel maschio il cancro dell’ano o del pene rappresentano un’evenienza discretamente rara. Indubbiamente il vaccino potrebbe prevenire questi tumori che colpiscono il maschio, ma nonostante questo, tranne eccezioni in alcune regioni italiane, per questa vaccinazione non è attualmente prevista la somministrazione gratuita da parte del servizio sanitario nazionale, al contrario di quanto avviene nelle femmine di età compresa tra i 9 e i 12 anni. Per contro, la vaccinazione potrebbe anche essere consigliata, e quindi gratuita, anche nei maschi più a rischio di cancro anale, così come avviene negli omosessuali”.

VACCINO – “I vaccini attualmente in vendita sono efficaci per il principali genotipi virali che sono correlati allo sviluppo nel tumore della cervice nella femmina e in quello anale o del pene nel maschio. Infatti esistono circa 10° sottotipi diversi di HPV di cui solo alcuni in grado di sviluppare tumori. Il vaccino viene somministrato da personale medico presso i centri vaccinali presenti in tutte le ASL. Gli effetti collaterali alla vaccinazione sono modesti, e principalmente caratterizzati da un leggero rialzo febbrile e un po’ di dolore localizzato nel punto di inoculazione. Per tutte le persone che attualmente non ricevono gratuitamente il vaccino dal servizio sanitario nazionale, è possibile comprarlo nelle farmacie ad un prezzo peraltro discretamente costoso”.

DOSI E SOMMINISTRAZIONE – “Lo schema vaccinale prevede nelle bambine tra i 9 e i 12 anni la somministrazione di due dosi, mentre per quelle con più di 14 anni di età sono previste 3 somministrazioni. Nonostante che non esistono dati definitivi su quanto questo possa durare la copertura vaccinale, al momento non ci sono indicazioni che prevedano la sua ripetizione a distanza di anni. Secondo alcuni studi è stata dimostrata comunque la presenza di anticorpi neutralizzanti protettivi dopo 5 anni dalla vaccinazione.

SCARSA INFORMAZIONE – Come sempre accade per le vaccinazioni, anche per quella contro le infezioni da virus del papilloma, se ne parla troppo poco. I vaccini infatti sono strumenti eccezionali per prevenire malattie e, come in questo caso, per prevenire l’emergenza di tumori. Si deve inoltre ricordare che i vaccini non riducono solo il rischio di malattia per chi viene vaccinato ma anche, riducendo la circolazione dei virus, per il resto della collettività. Recentemente la Simit, proprio alla vigilia del grande convegno Icar maggiore network nazionale dedicato contro Hiv e epatiti, dal 6 giugno a Milano Bicocca, ha intrapreso una campagna in favore delle vaccinazioni contro i falsi messaggi. La SIMIT anche con altre società scientifiche di altre specialità, ritengono che le vaccinazioni siano lo strumento preventivo più efficace a disposizione della Sanità Pubblica, e promuoverne la diffusione grazie ad una maggiore conoscenza è doveroso, anche attraverso una più stretta collaborazione tra mondo scientifico e mondo della comunicazione, affinché tutti possano condividerne la validità nell’ambito della propria rete sociale”.

Di Roberta Maresci
Fonte: Il Tempo.it

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