ROMA – Una settimana, giorni in più e non in meno. Poi sapremo tutta la verità sul Milan ai cinesi. La trattativa in esclusiva tra Fininvest e la conglomerata cinese, lunga, complessa, articolata, procede. E procede a ritmo serrato verso quella scadenza che potrebbe sancire il passaggio del 70% delle quote rossonere al fondo orientale rappresentato dagli advisor Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff. Ma procede un po’ più a rilento rispetto alle previsioni, perché la partita in questi giorni si sta giocando tutta attorno alle clausole che riempiono un contratto molto articolato messo in piedi dai consulenti delle due parti. Dunque dal 15 giugno, termine ultimo per l’esclusiva, si potrebbe slittare di una settimana per la firma del tanto agognato accordo preliminare.

LO STATO DELLA TRATTATIVA – Tre punti sembrano ormai chiari sul fronte cinese: 1) Nicholas Gancikoff, frontman di tutta l’operazione finanziaria e possibile nuovo ad in caso di cessione, ha presentato a Silvio Berlusconi la lista di tutti i soggetti cinesi interessati (almeno sette, sui quali continua ad esserci grande riserbo). Presentato anche il piano industriale, quello iniziale è da 300 milioni e la futura governance societaria.
2) I gruppi finanziari coinvolti hanno costituito il fondo che dirigerà l’acquisizione dell’Ac Milan e garantirà gli investimenti “negli anni” richiesti da Berlusconi. Non solo, ma hanno garantito allo stesso una liquidità di circa 1,5 miliardi di euro, tradotto tre volte il valore di mercato del Diavolo. Perché l’operazione di acquisto messa in piedi dalla Galatioto Sports Group prevede 740 milioni sul piatto per l’acquisto del 100% del pacchetto rossonero; somma dalla quale vanno tolti i debiti (che ammonterebbero a circa 240 milioni, ma anche su queste cifre si sta discutendo “animatamente” in questi giorni di esclusiva): quindi siamo attorno ai 500 milioni. Il fondo cinese, (Gancikoff nelle scorse settimane è stato a Pechino per raccogliere tutte le garanzie economiche), è costituito e molto potente economicamente.
3) La composizione del fondo non è l’ultimo passaggio dei cinesi prima dell’accordo, allo studio c’è l’acquisizione di una società veicolo da quotare in borsa che a sua volta comprerebbe il Milan, ma Fininvest (e dunque Berlusconi) ha posto delle clausole ben precise a tutta l’operazione, e vuole che siano rispettate entro i termini stabiliti. Al massimo concederà qualche giorno in più a Galatioto e Gancikoff per definire meglio il loro piano, poi sarà libera di chiamarsi fuori. Tradotto in parole povere, i cinesi hanno in mente il modello Manchester United: in quel caso un fondo finanziario ha acquisito una società americana quotandola in borsa, che poi a sua volta ha comprato i Red Devils. I prossimi 15 giorni diranno se c’è il tempo necessario per effettuare questi ultimi passaggi.

LA LISTA CINESE –  I nomi restano avvolti nel mistero, l’unica cosa certa è la presenza dell’Evergrande Real Estate Group (anche se il coinvolgimento di Robin Li e della sua Baidu non sono mai stati smentiti). Nei corridoi della trattativa nei giorni scorsi ha preso corpo la presenza nella conglomerata di una «società a partecipazione statale leader nella vendita di alcolici»: tutti gli indizi porterebbero allaKweichow Moutai, patrimonio di 48 miliardi di dollari, azienda specializzata nella produzione di cibo, bevande, packaging e materiale anticontraffazione. Dalla Cina è trapelata qualche smentita su quest’ultima, ma, dalle indiscrezioni, potrebbe essere di facciata.

INCERTEZZA SUL MERCATO – La situazione non ancora definita, al momento, come noto, congela il mercato. Emery, prima scelta cinese per la panchina rossonera è a un passo dal Psg. Le alternative restano Manuel Pellegrini e Rudi Garcia. Dal Cile il portale La Segunda rivela le voci di un accordo imminente tra il Diavolo e l’ex tecnico del Manchester City, accordo che sarebbe ratificato solo in caso di cessione. Altrimenti l’ipotesi italMilan con Brocchi al comando potrebbe definitivamente prendere corpo. Non resta che aspettare, molto dipenderà anche dall’ultima parola di Silvio Berlusconi. Se il patron rossonero, attualmente ricoverato al San Raffaele di Milano per uno scompenso cardiaco, concederà ulteriore tempo a Gancikoff e Galatioto, sarà un chiaro segnale sulla volontà di chiudere una trattativa che resta molto complessa, ma saldamente in piedi.

di Pasquale Campopiano

MERCOLEDÌ 8 GIUGNO 2016

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