Negazionismo: sì Camera a legge, da 2 a 6 anni carcere

Ma è scontro tra partiti. Fi: "Norma tecnicamente orribile". Pd: "Guarda al futuro". Gattegna (Ucei) : "Pagina storica"

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ROMA –  Con 237 voti a favore, 5 contrari e 102 astenuti l’aula della Camera ha approvato in via definitiva in terza lettura la proposta di legge ritrasmessa dal Senato che introduce nell’ordinamento il reato di negazionismo. Contrastanti le opinioni dei partiti. Per il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, “è una norma tecnicamente orribile: scritta malissimo, non ha né capo né coda, modificata dal Senato in modo scellerato”. Per il Pd, invece, “è una legge che guarda al futuro”. Per Chiara Gribaudo, vice-presidente del gruppo dem di Montecitorio, “il Parlamento intende contrastare una delle forme più sottili e striscianti della diffamazione razziale, della xenofobia a sfondo antisemita e non solo, e in genere dell’incitazione all’odio”.

Le condanne. La nuova legge introduce la pena della reclusione da 2 a 6 anni, nei casi in cui la propaganda, l’istigazione e l’incitamento si fondino “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra” come definiti dallo statuto della corte penale internazionale. In particolare, si stabilisce che sono punite le condotte di propaganda, istigazione e incitamento, “commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione”.

Gattegna (Ucei): “Pagina storica”. Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, era presente al dibattito e alla votazione in aula a Palazzo Madama. “L’Italia scrive una pagina storica della sua recente vicenda parlamentare e dota il legislatore di un nuovo fondamentale strumento nella lotta ai professionisti della menzogna tutelando al tempo stesso, con chiarezza, principi irrinunciabili quali la libertà di opinione e di ricerca”.

di ALBERTO CUSTODERO

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