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lunedì, aprile 24, 2017

MotoGp Usa: pole mostruosa per Marquez, Rossi è 3°

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MOTOGP USA

AUSTIN – Testa a testa fino all’ultimo millesimo nelle qualifiche della MotoGp in Texas, alla fine la spunta Marc Marquez, che con la Honda stacca al cronometro un sontuoso 2:02.741. Marc conferma ancora il suo domino assoluto sulla pista di Austin. A soli 130 millesimi Maverick Vinales su Yamaha, la prima fila è completata da Valentino Rossi, anche lui risalito prepotentemente poco prima della bandiera a scacchi (+0.932). In seconda fila ci sono Dani Pedrosa, Johann Zarco e Jorge Lorenzo, che con la Ducati è dovuto passare anche dalla Q1 e domani partirà sesto. Settima l’altra Ducati di Andrea Dovizioso, mentre per Andrea Iannone su Suzuki c’è l’undicesima casella in partenza.

Valentino Rossi contento

«Mi hanno detto del quasi contatto con Vinales, ho visto che mi faceva dei segni, ma non ho capito cosa è successo. Non ho visto, ma dopo parlerò con lui». Valentino Rossi spiega così quanto accaduto in pista con il suo compagno di scuderia: un contrattempo che però ha visto alla fine Maverick prendersi il secondo posto in grigila per la partenza di domani, con Valentino che sarà terzo. «E’ sempre difficile quando c’è la pista lunga, perchè non puoi fare strategie per avere strada libera- ha detto ancora Rossi ai microfoni di Sky, parlando della sua qualifica – siamo tutti insieme nello stesso momento e c’è un sacco di traffico. Sapevo che con un giro pulito potevo fare bene, perchè mi sentivo a posto con la moto e ce l’ho fatta all’ultimo proprio per qualche secondo, quindi son contento».

Marquez: posso fare di più

«Non mi aspettavo la pole, sapevo che le Yamaha con la gomma nuova potevano andare molto più forte, ma ho fatto un bel giro ho spinto al massimo». Lo ha detto Marc Marquez, che con la Honda ha centrato l’ennesima pole sul circuito del Texas per la MotoGp. Domani Marc partirà davanti a tutti e pensa anche di «poter fare meglio in gara, mantenendo un buon passo – dice ancora – Vediamo cosa succederà, oggi è andata bene. Piano piano sto ritrovando feeling, dopo che abbiamo cambiato molte cose sulla moto nel week end»

Fiorentina-Inter 5-4: la tripletta di Icardi non basta

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Fiorentina-Inter 5-4

SABATO 22 APRILE 2017 22:16

ROMA – La Fiorentina riscatta la sconfitta nel derby con l’Empoli battendo l’Inter con un rocambolesco 5-4 al termine di una partita ricca di gol ed emozioni. Le doppiette di Vecino e Babacar ed il gol di Astori cancellanol’errore dal dischetto di Bernardeschi (fischiato e sostituito), e rendono inutili la rete di Perisic e, soprattutto, la tripletta di Icardi (a quota 24 gol in campionato). L’Inter, che non vince da oltre un mese (ultima vittoria il 7-1 sull’Atalanta dello scorso 12 marzo), è costretta ad una sconfitta pesante che, dopo la beffa nel derby col Milan, può allontanarla quasi definitivamente dalla corsa ad un posto in Europa. Sorride, invece, la Fiorentina, che nei minuti finali rischia però di sciupare un secondo tempo quasi perfetto.

Serie A: Fiorentina-Inter 5-4, le immagini della partita più pazza dell'anno

LE FORMAZIONI – Sousa deve fare a meno di Kalinic per squalifica e di Gonzalo Rodriguez non al meglio. Il tecnico dei viola sceglie Babacar in attacco con alle spalle Bernardeschi e Borja Valero, mentre in difesa c’è Tomovic insieme a Sanchez ed Astori. Nessuna sorpresa nel 4-2-3-1 di Pioli, con Icardi unica punta supportato da Candreva, Joao Mario e Perisic.

VECINO GOL – L’Inter prova a prendere in mano la partita nelle prime fasi di gioco, e riesce a creare un’occasione pericolosa con Gagliardini da posizione defilata. Lo squillo della squadra di Pioli però, si spegne presto. La Fiorentina, infatti, cresce con il passare dei minuti, e crea più di un pericolo nell’area interista. La manovra degli uomini di Sousa è più fluida e convinta, e viene premiata al 23′, quando Vecino trova il gol del vantaggio battendo Handanovic da pochi passi a conclusione di una bell’azione partita da Borja Valero e rifinita da Milic.

REPLICA PERISIC – Un brutto colpo per l’Inter, che riesce però a rialzare subito la testa e a reagire con Perisic appena cinque minuti dopo. Il croato trova il gol del pari insaccando alle spalle di Tatarusanu sull’ottimo assist di Candreva.

E ICARDI… – A sbandare questa volta è la Fiorentina, che non trova la giusta reazione al gol subìto e, poco dopo, si trova di nuovo sotto. L’Inter completa la rimonta con capitan Icardi che, servito da Joao Mario, è bravo a liberarsi di Sanchez e a battere Tatarusanu con un preciso diagonale. I viola vanno in affanno, e rischiano ancora con Candreva che si divora il possibile 3-1. Nel finale di tempo è Borja Valero a suonare la carica per i padroni di casa, e ad andare vicino al pareggio con un violento sinistro respinto da Handanovic che, poco dopo, si deve superare per evitare un clamoroso tentativo di autogol da parte di Miranda.

Fiorentina-Inter: il cucchiaio di Bernardeschi è un vero flop

ERRORE BERNARDESCHI – La ripresa si apre con il clamoroso errore di Bernardeschi dal dischetto. Il giovane attaccante viola spreca il rigore concesso per trattenuta di D’Ambrosio su Babacar tentando uno “scavetto” improbabile che Handanovic intercetta senza problemi. Un errore che pesa, e che costa a Bernardeschi la sostituzione con Ilicic. Lasciando il campo l’attaccante si scusa con i tifosi che lo stavano fischiando.

FUORI IN 74 SECONDI – La Fiorentina, comunque, questa volta non si lascia abbattere e, nel giro di meno di due minuti (esattamente in 74 secondi) ribalta il risultato. Prima Astori trova il pari con un preciso colpo di testa, poi Vecino se ne va in percussione e batte di nuovo Handanovic con un bel diagonale rasoterra completando la rimonta e trovando la doppietta personale.

DOPPIO BABACAR – L’uno-due subìto mette l’Inter in ginocchio. Gli uomini di Pioli sono completamente storditi e per la Fiorentina è gioco facile andare di nuovo in gol. Il poker lo firma Babacar che, servito dall’onnipresente Vecino, supera Medel e piazza la palla vincente con un destro sul secondo palo. Per l’Inter è il colpo del ko. Poco dopo, infatti, ancora Babacar passeggia sulle macerie interiste e trova anche lui la doppietta siglando il quinto gol che, di fatto, chiude la partita.

INCREDIBILE ICARDI – La reazione dell’Inter, infatti, arriva troppo tardi e solo grazie al solito Icardi, che trova due gol nel finale di partita, per una tripletta che fa tremare la Fiorentina e sperare l’Inter. Nulla da fare però, perché al triplice fischio la festa è solo viola.

ALITALIA: AL VOTO CON LA PISOLA ALLA TEMPIA

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ALITALIA

ALITALIA: CGIL CISL UIL AI LAVORATORI, O MANGI QUESTA MINESTRA O SALTI DALLA FINESTRA. BASTA CON LA MARCHIONNIZZAZIONE DEI GRUPPI DIRIGENTI DEI SINDACATI CONFEDERALI.

Quando un sindacato è capace solo di dire ai lavoratori : o accetti licenziamenti e tagli dei salari o è peggio ancora. O ti pieghi ai diktat di chi comanda o sarà la fine. O assolvi padroni, banche e governo dalle loro responsabilità o sarai condannato solo tu. Quando un sindacato diventa solo il megafono dell’arroganza e della prepotenza della controparte, è giusto chiedersi a cosa davvero serva.
Alitalia è un concentrato di fallimenti, in primo luogo dei governi che si sono succeduti e che sono stato solo capaci di svendere ai privato un patrimonio pubblico. Tutti i grandi paesi europei hanno compagnie aeree di bandiera, servono al paese anche sul piano della sua promozione turistica, commerciale, culturale. Solo l’Italia ha visto i governi, tutti di qualsiasi colore, rinunciare ad avere un ruolo che non fosse quello dei battitori d’asta. Così Alitalia è stata svenduta al meglio della imprenditoria italiana, sostenuta dalle banche, che ha mostrato tutto il suo valore di mercato fallendo clamorosamente. A tutti questi prenditori privati non é stato presentato dal governo alcun conto, ma ne se è agevolata la fuga gratuita, perché nel frattempo i broker di Palazzo Chigi avevano trovato gli sceicchi di Eithad, gli stessi che avevano costosamente fornito l’aereo presidenziale a Matteo Renzi. Questi sceicchi non hanno fatto nulla per la compagnia se non una bella campagna pubblicitaria sulle divise delle assistenti di volo e alla fine sono anch’essi falliti. Ma invece che ricevere una richiesta di danni, si sono visti riassegnare dal governo una Alitalia con meno personale,pagato sempre meno. Fino al prossimo e forse definitivo disastro.
Tutti questi catastrofici passaggi della compagnia aerea sono stati sempre accompaganti da accordi con CGIL CISL UIL , che hanno sottoscritto licenziamenti e peggioramenti dei salari e delle condizioni di lavoro spiegando ai lavoratori che non c’erano alternative. Mai i sindacati confederali hanno cercato di alzare il tiro, mai hanno messo sotto accusa governo e imprese, mai hanno osato dire: se Alitalia serve al paese, visto il fallimento dei privati, nazionalizzatela.
Ad ogni passaggio della crisi Cgil Cisl Uil hanno masticato qualche brontolata e poi si sono seduti al tavolo , da cui si sono alzate solo dopo aver sottoscritto l’ennesima resa. E questo comportamento non è stato una eccezione: da Almaviva alla acciaierie di Piombino, a tante altre crisi, Cgil Cisl Uil hanno sottoscritto sempre lo stesso accordo. Un accordo dove il governo fa il maggiordomo dei padroncini e banchieri di turno, che fanno gli imprenditori grazie ai sacrifici dei lavoratori, fino a che salta tutto e si ricomincia da capo con tagli e massacri sociali.
Un sindacato che sa solo arrendersi, che sa solo spiegare ai lavoratori che si devono piegare fino ad essere schiacciati, questo tipo di sindacato incapace di lottare e che si beve tutte le bugie delle controparti imprenditoriali e di governo, questo sindacato non solo è inutile, ma dannoso. Bastano Marchionne e chi fa come lui per colpire diritti ed interessi del lavoro, non occorre proprio aggiungere sulle spalle dei lavoratori anche un sindacato marchionnizzato.
Ha suscitato quanche sorpresa e anche condanne il mio intervento nella consultazione del M5S sul lavoro e sul sindacato. Bene, rivendico di avere chiesto una legge che garantisca una vera democrazia sindacale e che permetta a forze sindacali nuove e combattive di contestare il monopolio della rappresentanza di Cgil Cisl Uil. Perché quando chi sta ai tavoli delle trattative è solo capace di dire che non ci sono alternative alla resa dei lavoratori, allora è a lui che bisogna trovare una alternativa.
Di Giorgio Cremaschi



USA: Un governo di deficienti

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USA
Paul Craig Roberts

E’ diventato imbarazzante essere un americano. Il nostro paese ha avuto quattro presidenti criminali di guerra in successione. Clinton ha lanciato due volte attacchi militari contro la Serbia, ordinando alla NATO di bombardare l’ex Jugoslavia per due volte, sia nel 1995 che nel 1999, in modo che dà a Bill ben due crimini di guerra. George W. Bush ha invaso l’Afghanistan e l’Iraq e ha attaccato province del Pakistan e dello Yemen per via aerea. Che divengono per Bush  quattro crimini di guerra. Obama ha usato la NATO per distruggere la Libia e ha inviato i mercenari per distruggere la Siria, commettendo così due crimini di guerra. Trump ha attaccato la Siria con le forze degli Stati Uniti, diventando così un criminale di guerra già all’inizio del suo regime.

Nella misura in cui l’ONU ha partecipato a questi crimini di guerra insieme a europei, canadesi e australiani vassalli di Washington, tutti sono colpevoli di crimini di guerra. Forse la stessa ONU dovrebbe essere chiamato in giudizio davanti al Tribunale per crimini di guerra con l’Unione europea, Stati Uniti, Australia e Canada.

Un bel record per la Civiltà occidentale, se di civiltà si tratta, è la più grande committente di crimini di guerra nella storia umana.

E ci sono altri reati in Somalia e i colpi di stato di Obama contro l’Honduras e l’Ucraina e tentativi in ​​corso di Washington di rovesciare i governi di Venezuela, Ecuador, e Bolivia. Washington vuole rovesciare l’Ecuador al fine di afferrare e torturare Julian Assange, il leader mondiale democratico.

Questi crimini di guerra commessi da quattro presidenti degli Stati Uniti hanno causato milioni di morti e feriti tra i civili e dei diseredati e dislocato milioni di popoli, che sono ormai arrivati ​​come rifugiati in Europa, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Australia, portando con se i loro problemi, alcuni dei quali diventano problemi per i cittadini europei, con gli stupri di gruppo.

Qual’è la ragione di tutta la morte e la distruzione e l’inondazione del Ovest con i rifugiati della violenza del nudo Occidente? 
Non lo sappiamo. Stiamo alle bugie raccontate: non esistevano “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein, che il governo degli Stati Uniti sapeva come un fatto assoluto. “L’uso di Assad delle armi chimiche”, una evidente, palese menzogna. “Armi nucleari iraniani,” un’altra palese bugia. Le menzogne ​​su Gheddafi in Libia sono così assurde che è inutile ripeterle.

Quali erano le menzogne usate per giustificare i bombardamenti delle tribù in Pakistan, per bombardare un nuovo governo in Yemen? Nessun americano lo sa o si preoccupa.

Perché della violenza degli Stati Uniti contro la Somalia? Anche in questo caso, nessun americano sa o si preoccupa di sapere.

O i deficienti lo hanno visto in un film.

La violenza fine a se stessa. Questo è ciò che l’America è diventata.

In effetti, la violenza è ciò che è l’America. Non c’è niente altro lì. La violenza è il cuore dell’America.

Prendere in considerazione non solo i bombardamenti e la distruzione dei paesi, ma anche la gratuità, la scandalosa violenza della polizia senza fine contro i cittadini statunitensi. Se qualcuno deve essere disarmato, è proprio la polizia a doverlo essere. La polizia è impegnata nella “violenza armata” più di chiunque altro, e diversamente dalle bande di narcotrafficanti che combattono l’uno contro l’altro per il territorio, la violenza della polizia non ha altra ragione se non l’amore di commettere violenza contro altri esseri umani. La polizia americana abbatte i  ragazzi americani di 12 anni prima di fare loro una qualsiasi domanda, e , soprattutto se sono neri.

La violenza si è personificata nell’America. L’America è la violenza. I liberali idioti incolpano i possessori di armi, ma è sempre il governo la fonte della violenza. Questo è il motivo del perché i nostri padri fondatori ci hanno dato il Secondo Emendamento. E’ non sono i possessori di armi che hanno distrutto completamente o in parte ben otto altri paesi. E’ il governo armato con i soldi dei contribuenti degli Stati Uniti che si impegna nelle violenze.

Il desiderio dell’America per la violenza, sta suscitando dei [veri e propri] idioti, a Washington contro persone che potrebbero commettere violenza: i russi,  i cinesi, l’Iran e la Corea del Nord.

Cominciando dal quel mentecato di Clinton ogni governo degli Stati Uniti, ha interrotto o si è ritirato dagli accordi presi con la Russia, accordi che sono stati fatti al fine di ridurre le tensioni e il rischio di una guerra termonucleare. Washington inizialmente ha coperto le sue misure aggressive nei confronti della Russia con la menzogna, dei siti di missili ABM sulla frontiera della Russia, affermando che sono lì per proteggere l’Europa da (inesistenti) ICBM nucleari iraniani.

Il regime di Obama ha detto altre bugie e aumentate con false accuse contro il presidente della Russia, al fine di imbastire tensione tra le potenze nucleari, l’antitesi della politica di Ronald Reagan. Eppure i liberali idioti amano Obama e odiano Reagan.

Lo sapevate che la Russia è così potente che la NSA e la CIA sono così deboli e indifese che la Russia può determinare l’esito delle elezioni americane? 
Dovete sapere questo, perché questo è tutto ciò  che hai sentito dire dalla bocca del totalmente corrotto Partito Democratico, la CIA, l’FBI, i media prostituiti Americani, e gli idioti che ascoltano la CNN, MSNBC, NPR o leggono il New York Times e Washington Post .

Sicuramente avete sentito parlare almeno un migliaio di volte che la Russia ha invaso l’Ucraina; eppure il fantoccio di Washington si trova ancora al governo di Kiev. Uno deve avere un QI superiore a 90 per capire che se la Russia ha invaso l’Ucraina, Ucraina non sarebbe più lì.

Lo sapevate che il presidente della Russia, che i sondaggi mostrano al mondo come il leader più rispettato nel mondo, è, secondo a Hillary Clinton “il nuovo Hitler”?

Lo sapevate che il leader più rispettato al mondo, Vladimir Putin, è un mafioso, un delinquente, una tarantola al centro di una rete di spionaggio, secondo i membri del governo degli Stati Uniti che sono persone così stupide che non possono nemmeno per incantesimo fare i propri nomi?

Sapevate che Putin, che ha evitato di rispondere in modo aggressivo alle provocazioni degli Stati Uniti, non per paura, ma per rispetto per la vita umana, si dice che sia un caparbio che vuole ricostruire dell’impero sovietico? Eppure, quando Putin ha inviato la forza armata russa contro gli Stati Uniti e Israele che hanno addestrato e fornito d’armi l’esercito georgiano e che Washington ha inviato ad attaccare l’Ossezia del Sud, l’esercito russo ha conquistato la Georgia in cinque ore; inoltre si è ritirato dopo aver insegnato agli idioti la lezione. Se Putin avesse voluto ricostruire l’impero russo, perché non si è tenuto la Georgia, una provincia russa da 300 anni prima della frattura provocata da Washington dell’Impero russo, quando  crollò l’Unione Sovietica? Washington era impotente sul fare qualsiasi cosa, e Putin avrebbe potuto dichiarare la Georgia essere, ancora una volta, parte della Russia.

E ora abbiamo l’imbarazzo del direttore della CIA di Trump, Mike Pompeo, che forse è la persona più stupida dell’America. Qui abbiamo un deficiente del grado più basso. Io sono sicuro che non ci sia alcuno livello di IQ. Anzi, forse è zero assoluto.

Questo deficiente, se si qualifica a quel livello, cosa di cui dubito, ha accusato Julian Assange, il più importante giornalista del mondo, la persona che più di tutti rappresenta il primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, di essere un demone che fa le parti ai dittatori e mette in pericolo la egemeonia e la sicurezza americana con l’aiuto della Russia. Tutto perché Wilileaks pubblica materiale da fonti ufficiali che rivelano il comportamento criminale del governo degli Stati Uniti. Wikileaks non ruba i documenti. I documenti sono trapelati e forniti a Wikileaks da informatori che non tollerano l’immoralità e le bugie del governo degli Stati Uniti.

Chi dice la verità è per definizione contro gli Stati Uniti d’America. E quel deficiente di Pompeo intende prenderli di mira.

Quando ho letto l’accusa di Pompeo contro Assange, ho pensato che doveva essere uno scherzo. Il direttore della CIA vuole revocare il Primo Emendamento. Ma in realtà è quello che ha detto quel deficiente di Pompeo. https://www.rt.com/usa/384667-cia-assange-wikileaks-critisize/

Cosa possiamo fare, e cosa che deve fare il mondo, quando abbiamo degli idioti che vengono nominati direttori della Central Intelligence Agency, in qualità di Presidente degli Stati Uniti, come consigliere della sicurezza nazionale, o come Segretario della Difesa, o come Segretario di Stato, ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, o come redattori del New York Times, Washington post, CNN, NPR, MSNBC? Come ci può essere alcuna intelligenza quando i nominati responsabili sono solo degli idioti ?

Stupido è chi fa lo stupido. Il governo cinese ha detto che gli idioti americani potrebbero attaccare la Corea del Nord in qualsiasi momento. Una grande flotta degli Stati Uniti si sta dirigendo verso la Corea del Nord. La Corea del Nord a quanto pare ora possiede armi nucleari. Un’arma nucleare nord coreana può spazzare via la totalità della flotta degli Stati Uniti. Perché Washington li invita a questo risultato? L’unica risposta possibile è la stupidità di uno stupido.

La Corea del Nord non dà fastidio a nessuno. Perché Washington riprende la Corea del Nord? Washington vuole forse la guerra con la Cina? Nel qual caso, Washington baciando al largo della costa occidentale degli Stati Uniti? Perché le politiche di sostegno della West Coast che implicano la scomparsa della costa occidentale degli Stati Uniti? I deficienti della costa occidentale ritengono che gli Stati Uniti possono iniziare la guerra con la Cina, o la Corea del Nord, senza conseguenze per la West Coast? Sono Americani anche questi assolutamente stupidi?

La Cina o la Russia singolarmente possono spazzare via gli Stati Uniti. Insieme possono rendere il Nord America inabitabile fino alla fine dei tempi. Perché degli idioti a Washington provocano le potenze nucleari?
I deficienti di Washington credono che la  Russia e la Cina si sottometteranno per paura delle loro minacce?

La risposta è: A Washington vi è una massa di deficienti, di persone stupide, sotto del significato stupido. Queste persone fuori dalla realtà immaginano che la loro arroganza e prepotenza li elevi al di sopra della realtà.

Quando il primo missile Satan2 colpirà  Washington, la più grande collezione di deficienti di tutto il mondo cesserà di esistere.

Il mondo tirerà un enorme sospiro di sollievo.

Prendeteli! Andiamo idioti, eliminate voi stessi! Il resto di noi non può più aspettare.

Dr. Paul Craig Roberts era Assistente Segretario del Tesoro per la politica economica e direttore associato del Wall Street Journal. E’ stato editorialista di Business Week, Scripps Howard News Service, e Creators Syndicate. Ha avuto molti impegni universitari.

Questo articolo ( USA un governo di deficienti – PaulCraigRoberts.org ) è stato originariamente pubblicato da Paul Craig Roberts



Il verdetto del “tribunale” internazionale: Monsanto colpevole

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monsanto

Il Tribunale è una iniziativa internazionale della società civile nata per valutare l’operato di Monsanto (oggi fusa con Bayer) in termini di violazioni dei diritti umani, crimini contro l’umanità ed ecocidio. Il gruppo, composto da sette esperti, dopo aver sentito numerose testimonianze ha offerto un parere legale basato sulle linee guida della Corte internazionale di giustizia.

Trattandosi di un “tribunale d’opinione”, e non una corte ordinaria, non vi saranno condanne penali. Questa corte “straordinaria”, composta da membri della società civile, si è data però l’obiettivo di allertare l’opinione pubblica, il sistema mediatico e tutti i portatori di interessi, a cominciare dalla sfera politica. La raccomandazione ai legislatori è di utilizzare meglio gli strumenti di diritto internazionale, in particolare le convenzioni internazionali su ambiente e diritti umani, nonché i principi guida per il business, oggi platealmente elusi o violati.

Durante la fase di raccolta delle informazioni, i giudici hanno invitato rappresentanti di Monsanto, che tuttavia non si sono presentati. Lo ha reso noto la presidente del tribunale, la belga Françoise Tulkens, vice presidente del comitato scientifico dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea (FRA).

Marcos Orellana, direttore del Programma diritti umani e ambiente del Center for International and Environmental Law (CIEL), ha spiegato che Monsanto ha un impatto negativo sul diritto ad un ambiente salutare, considerato precondizione per tutti gli altri diritti umani e stabilito dalla convenzione di Stoccolma del 1972. Il vasto uso di glifosato e OGM, inoltre, impatta pesantemente sugli ecosistemi.

La carenza di informazioni sui rischi degli erbicidi e degli OGM, l’assenza di misure di mitigazione e valutazioni di impatto ambientale insufficienti, sono indici del mancato rispetto del diritto ad un ambiente salubre e pulito, secondo Orellana.

L’esperto ha infine dichiarato che il Tribunale possiede informazioni sufficienti per imputare alla multinazionale anche il crimine di ecocidio, inteso come atto che reca un grave pregiudizio all’ambiente o che lo devasta in modo da alterare gravemente e per lunghi periodi beni comuni e servizi ecosistemici da cui dipendono determinati gruppi umani. Secondo l’esponente del CIEL, i tempi sono maturi per dare all’ecocidio dignità di crimine internazionale.

Eleonora Lamm, argentina, direttrice della Suprema Corte di Giustizia di Mendoza, ha valutato invece gli impatti sul diritto al cibo e alla salute della multinazionale. Dopo aver ascoltato numerosi testimoni, ha concluso che Monsanto vìola questi diritti fondamentali inquinando il suolo, l’acqua, e interferisce – dominando il mercato con i suoi semi OGM – con la possibilità dei piccoli agricoltori di produrre il proprio cibo autonomamente. Risulta quasi impossibile, per molte comunità, portare avanti una agricoltura fondata sulle pratiche tradizionali. La sopravvivenza delle culture contadine è pesantemente limitata dal causa diffondersi di pratiche industriali legate a diritti di proprietà intellettuale, che costringono gli agricoltori a pagare royalties e limitano la loro sicurezza alimentare. Monsanto, inoltre, avrebbe interferito non solo sulla salute delle persone, ma i suoi impatti andrebbero a ledere gli individui anche a livello psicologico.

Steven Shrybman, canadese, partner dello studio legale di Goldblatt Partners LLP si occupa di temi legati al commercio internazionale ed è parte dei consigli direttivi dell’organizzazione Council of Canadians e dell’Institute for Agriculture and Trade Policy. Secondo l’avvocato, che ha valutato la compatibilità delle attività di Monsanto con il diritto ad una ricerca scientifica libera, gli esperti dovrebbero avere la possibilità di portare avanti ricerche senza influenze e conflitti di interessi. Una possibilità lesa dalla Monsanto e da numerose multinazionali che sono divenute proprietarie di comparti fondamentali della ricerca scientifica, influenzando la politica con informazioni false.

Shrybman ha anche sostenuto che il commercio internazionale oggi consente alle imprese di minare alla base la capacità degli stati di limitare gli impatti ambientali e sociali delle loro attività. In particolare tramite i meccanismi di arbitrato internazionale (ISDS), strumento unilaterale che permette alle aziende di fare causa ai governi che minacciano i loro profitti. Le corporation, sostiene l’esperto, devono essere responsabili degli impatti sull’ambiente e i diritti, ma il quadro normativo internazionale al momento è insufficiente.

Il tribunale non si è pronunciato sulla possibile complicità di Monsanto in crimini di guerra, presi in considerazione dal momento che l’impresa ha sviluppato e consegnato all’esercito 70 milioni di litri di agente arancio utilizzato sull’ambiente e i civili durante il conflitto del Vietnam. Nonostante la mancanza di prove specifiche, i giudici hanno voluto scrivere nel loro parere di essere propensi a credere che l’azienda fosse a conoscenza del probabile utilizzo dei suoi prodotti per finalità belliche, nonché degli effetti sulla salute umana e gli ecosistemi.

Fonte: Rinnovabili.it

di Terra Nuova



CADE UN TABU: ANCHE “IL SOLE” PARLA DI USCITA DALL’EURO

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sole24ore

Bravo ma lento. Anche il “Sole 24 Ore” attraverso Luigi Zingales, editorialista di pregio del giornale, alla fine c’è arrivato. Dall’altissima cattedra dell’Università di Chicago che vanta un invidiabile albo d’oro Premi Nobel per l’economia, il Professore ha concesso quello che finora considerava una chiacchiera per populisti di scarse letture. Un rumore di fondo che in tutti questi anni per il Giornale e il Professore è stato poco più che un fastidioso brusio. Ora è stato piantato il seme del dubbio «È probabile che nel prossimo Parlamento italiano gli euroscettici siano in maggioranza», scrive. «Una nostra uscita unilaterale dall’euro, non è più un’ipotesi remota, ma una possibilità che va discussa con serietà. Eppure nella maggior parte dei giornali non se ne parla, o almeno non se ne parla in modo serio». Forse il professore non si è molto applicato alla lettura. O forse un argomento diventa serio solo quando ne occupa lui. E quindi è egli stesso a fissare le regole del dibattito che auspica si aprirà sulle pagine del “Sole”, che certo non è stato rapido a capire che di uscita dall’euro si poteva parlare. Tanta apertura sarà forse dovuta al fatto che il Professore è indicato come ministro dell’Economia di un futuro governo a Cinque Stelle? Lui si schernisce. Preferisce parlare di un dibattito «serio e costruttivo» che sta registrando punti di convergenze fra Matteo Renzi e Beppe Grillo su una futura eurozona molto diversa dall’attuale. Un economista della caratura di Zingales non riesce a sottrarsi alla tentazione di dire qualcosa a entrambi. Tanto più che nella sua convinzione il compito degli economisti è proprio quello di orientare il dibattito politico. «Purtroppo –scrive- la categoria degli esperti economici non è molto popolare. Se le quotazioni sono in ribasso è anche perché molti sedicenti esperti si sono avventurati in previsioni catastrofiche sulle conseguenze della Brexit e del No alla referendum costituzionale. Previsioni che si basavano più sulla passione politica dell’esperto che sulla sua expertise economica». Quindi cosa c’è meglio di un bel dibattito? Serio naturalmente. I fatti seguiranno.



I RENDIMENTI STANNO SCENDENDO OVUNQUE, TRANNE IN ITALIA

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Titoli di stato
Nelle ultime settimane si sta assistendo a un generalizzato calo dei rendimenti dei titoli di stato.
Come abbiamo detto qui, a questo movimento contribuiscono almeno due fattori:
– L’attenuarsi delle attese di inflazione e di reflazione globale (che aveva caratterizzato l’inizio dell’anno) ;
– Le tensioni geopolitiche (Corea del Nord e Siria) e l’incertezza sul risultato delle presidenziali in Francia, che sono elementi che si riflettono sui rendimenti dei titoli considerati safe asset (in quanto vengono acquistati dagli operatori).
La diminuzione dei rendimenti, come dicevamo, sta interessando tutti gli emittenti sovrani, sia quelli solidi (in quanto i titoli sono considerati safe asset) che quelli meno solidi, per via del ridimensionamento delle attese di inflazione. Tutti, tranne l’Italia, i cui rendimenti, nelle ultime sedute, sono addirittura aumentati.
Come vedete, la diminuzione dei rendimenti sui decennali interessa sia i paesi solidi (Germania e Francia, nonostante l’incertezza derivante dalle elezioni presidenziali) che quelli meno solidi (Portogallo, Spagna). Il rendimento del decennale italiano, invece, è ad un soffio dai livelli massimi degli ultimi 3 anni.
Come detto in un post precedente, la situazione italiana riflette i seguenti elementi di incertezza e potenziale pericolo:

1) La crescita dell’Italia risulta modesta e non in sintonia con le impellenti necessità.
2) Il debito pubblico (al 134% del Pil) è ben lontano dall’intraprendere un sentiero discendente; la bassa inflazione si traduce in un aumento del Pil nominale (comprensivo dell’inflazione) non idoneo ad erodere il debito;
3) Alti livelli di disoccupazione e sottoccupazione;
4) Fragilità di ampi strati del sistema bancario alle prese con 360 miliardi di crediti deteriorati (un terzo di quelli dell’Eurozona);
5) fragilità del quadro politico che ha portato alla nascita di un governo connotato dalla scarsa capacità riformatrice;
6) lo spettro che nelle prossime politiche possa affermarsi il Movimento 5 Stelle, considerato destabilizzante per la tenuta dell’Italia;
A questi elementi, proprio ieri, si è aggiunto il Fondo Monetario Internazionale che ha tagliato le stime di crescita sull’Italia:

L’Italia veste la maglia nera in Europa con la crescita più bassa del Vecchio continente, superata finanche dalla «cenerentola» ellenica. Sul piano globale la congiuntura economica mostra un po’ più di spinta, sebbene all’orizzonte permangano rischi eterogenei tra i quali lo spettro di una guerra commerciale. È questa l’istantanea scattata nel World Economic Outlook (Weo), il rapporto del Fondo monetario internazionale pubblicato in occasione degli incontri primaverili congiunti con la Banca mondiale. Un’istantanea che condanna l’Italia in ultima posizione non solo in Eurozona ma anche nell’Unione, con il Pil a +0,8% per il 2017 e il 2018 rispetto allo 0,9% del 2016.  (Fonte)

Venezuela, immagini censurate dal mainstream: manifestanti oppositori assaltano ospedale pediatrico

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VENEZUELA
di Fabrizio Verde
Mentre i media mainstream continuano a mostrare senza soluzione di continuità immagini fortemente emotive – probabilmente studiate a tavolino – come quella della donna ferma davanti a un blindato che richiama quanto accaduto durante le proteste a Piazza Tienammen, continuano le azioni violente e i saccheggi delle bande armate guidate dall’opposizione venezuelana.
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Denuncio ante la comunidad internacional que bandas armadas contratadas por la oposición atacaron un hospital materno infantil con 54 niños

Ovviamente in questo caso il circuito informativo mainstream si mostra quantomeno distratto, infatti queste immagini non vengono trasmesse nei notiziari, e le azioni nemmeno menzionate nei vari articoli che raccontano come il ‘dittatore’ Maduro stia brutalmente reprimendo le pacifiche manifestazioni dell’opposizione.

EL COLMO • Con “lluvia de piedras” vándalos de oposición atacaron al Materno Infantil Hugo Chávez en El Valle

Pdte @NicolasMaduro ha dado instrucción de evacuar el hospital para resguardar a los niños y recién nacidos. Derrotaremos el golpe de Estado

El pequeño grupo de gobiernos que han manifestado su apoyo público a la oposición venezolana han alentado esta violencia vandálica y extrema

Así fue la operación de evacuación del Hospital Materno Infantil Hugo Chávez

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EN FOTOS | Así fue la evacuación de los 54 niños del Hospital Materno Infantil Hugo Chávez luego de ataque terrorista

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| así evacuaron a los 54 bebes y nin@s de la maternidad infantil en El Valle que fue atacada por bandas paramilitarizadas



Fake News contro l’alternativa russo-cinese

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RUSSIA CINA

Ruslan Ostashko, 20 aprile 2017 – Fort Russ

Subito dopo che l’amministrazione di Donald Trump attaccava la Siria, numerosi commenti sono comparsi sui social media dicendoci che Trump aveva raggiunto un accordo su tutto ciò con la Cina, che Xi Jinping aveva tradito Putin, che statunitensi e cinesi avevano già concordato tutto sulla Corea democratica, che tutto va male, è orribile e che peggiorerà soltanto. In generale, la tesi che statunitensi o rettiliani si siano comprati tutti, che siamo circondati solo da nemici e che la fine è finalmente arrivata, è molto popolare tra alcuni utenti della rete, ma questa volta gli isterici hanno preso una piega piuttosto catastrofista. Quando Trump spostava un gruppo di portaerei verso la Corea democratica accompagnandosi a dichiarazioni bellicose, coloro che credevano a qualche tradimento totale andarono fuori i limiti della ragione. È interessante notare che le dichiarazioni ufficiali della dirigenza cinese sono state completamente ignorate, in quanto contrastano con l’isteria alimentata da certi media e pseudo-esperti per cui gesti e attenzione sono più importanti della verità. Ad esempio, il Ministero degli Esteri cinese definisce chiaramente Assad legittimo presidente della Siria e sottolinea la necessità di risolvere politicamente il conflitto, ma gli pseudo-esperti continuano a sostenere che la Cina abbia tradito Putin in Siria. I media e i funzionari cinesi negano il falso che la Cina abbia inviato 150000 soldati al confine con la Corea democratica, ma questo non ha deviato l’attenzione del media, perché tale notizia non spaventa lettori e spettatori. È molto più interessante e porta più clic parlare della Cina e degli USA dilaniare i nordcoreani. In tali circostanze, è anche scomodo parlare di ciò che realmente accade, perché la realtà diventa noiosa tra gli orrori nei media russi. Infatti, anche i media occidentali filtrano la loro visione del mondo, ma almeno sanno di farlo secondo gli interessi concreti delle élite, mentre nel caso del giornalismo russo c’è la sensazione che il problema sia dovuto a terribili pigrizia e incompetenza. A volte c’è anche il sospetto di assistere al continuo sabotaggio ideologico. Chi trae vantaggio da un pubblico federale sempre preda del panico è una domanda aperta e molto interessante.
Il conflitto tra USA e Repubblica popolare cinese è inevitabile. Entrambi si dicono impegnati in una cooperazione costruttiva e di non volere una guerra commerciale, ma non è probabile che il compromesso duri a lungo. Entrambi hanno interessi molto diversi e talvolta incompatibili. Donald Trump cerca di forzare anche i suoi alleati più stretti ad eliminare quei settori economici che competono con le società statunitensi. Ad esempio, Trump chiede ora che il Canada elimini le sovvenzioni ai produttori di latte e quindi ne distrugga la produzione, liberando il mercato alle aziende agricole statunitensi. Inoltre cerca d’imporre un tributo da 330 miliardi di dollari all’anno per mantenere il complesso militare-industriale degli USA. Nel caso della Cina, Trump non ucciderebbe un settore, come nel caso del Canada, ma l’intera economia del Paese. In tali circostanze è molto difficile credere che i negoziati cino-statunitensi su un accordo economico globale portino a risultati positivi. Con la Cina, Trump deve agire con estrema prudenza in quanto le economie statunitense e cinese sono strettamente legate e qualsiasi mossa brusca è dannosa. Quanto ai colloqui tra Trump e Xi, i giornalisti del Financial Times avevano ragione a dire che Xi “ha gettato un osso” a Trump e nient’altro. Fortunatamente i nostri vicini cinesi hanno capito a lungo che qualcosa va fatto verso l’attuale globalizzazione, perché non è favorevole ai Paesi in via di sviluppo e se certi Trump iniziano a cambiarla secondo le proprie idee, allora non ci sarà una globalizzazione ma un “colonialismo 2.0”. Se qualcun altro non vi lavora, allora è necessario costruire il proprio piano e Pechino non nasconde che la Nuova Via della Seta sostituisce la globalizzazione statunitense di cui non solo Pechino, ma anche Mosca e alcuni politici europei ne hanno avuto abbastanza, come coloro che recentemente hanno interrotto i negoziati sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti con gli Stati Uniti. La Nuova Via della Seta è un progetto per costruire un unico spazio economico ed infrastrutturale da Lisbona a Shanghai, necessariamente con la partecipazione di Mosca. La speranza cinese è che anche alcuni Paesi africani accedano al progetto. Nel complesso, i cinesi devono eliminare la dipendenza della loro economia dalle rotte marittime facilmente coperte dalla marina statunitense. Non è difficile prevedere che se si crea un blocco economico-commerciale, gli Stati Uniti forse non saranno proprio superflui, ma sarà chiaro a tutti che saranno emarginati da questa configurazione. Alcuna amministrazione degli USA ama questa prospettiva. Quindi, la creazione di instabilità in Asia centrale, Iran e Cina è una priorità per Washington nell’ostacolare questo grande progetto che minaccia di creare un modello alternativo di globalizzazione. La Cina lo sa e cerca di contrastarlo con l’aiuto degli alleati, il più importante dei quali è la Russia.
Con palese piacere, l’agenzia statale cinese Xinhua pubblicava un’intervista al Presidente della Duma Vjacheslav Volodin, che aveva parlato ai giornalisti cinesi assieme al Presidente del Comitato permanente del Congresso Nazionale del Popolo Zhang Dejiang, in visita in Russia. La tesi principale dell’intervista era: “Le relazioni tra Russia e Cina non dipendono dalla situazione internazionale“. I redattori di Xinhua notarono anche che il relatore della Duma di Stato apprezzava positivamente il progetto Nuova Via della Seta quale contrappeso alla frammentazione economica del mondo. Tradotto dal linguaggio diplomatico, questo significa approfittare del contrappeso cinese ai tentativi statunitensi di piegare l’intero pianeta ai propri fini. La visita a Mosca del capo del parlamento cinese era necessaria a coordinare l’arduo lavoro legislativo dei due Paesi sulla globalizzazione russa, cioè l’Unione economica eurasiatica, e la Nuova Via della Seta cinese. Putin e Xi hanno accettato di collegarli e ora il lavoro in questa direzione va svolto dai governi e parlamenti dei nostri Paesi. È fantastico che questo lavoro si svolga indipendentemente dai tentativi di Washington di minare la fragile pace nel pianeta e sedurre Mosca e Pechino con alcune carote diplomatiche e promesse a cui nessuno crede. E questo lavoro regolare sulla creazione di una corretta e giusta globalizzazione russo-cinese si svolge proprio davanti ai nostri occhi. Ma per qualche motivo se i media cinesi ne sono interessati, i media russi non lo sono. Questa situazione va corretta, altrimenti continueremo a vivere in uno spazio informativo deciso dai falsi sul web e dai redattori della CNN. E dopo tutto, vogliamo un futuro molto diverso.

Vladimir Putin e Vjacheslav Volodin

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora



Le isole del tesoro!

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IMMIGRAZIONE

Se è vero che ogni anno l’Australia accetta un buon numero di rifugiati che arrivano sull’isola con regolari voli di linea attraverso i canali delle Nazioni Unite, per i migranti che cercano di raggiungerla via mare in maniera “illegale” Canberra ha ideato la così detta “Pacific solution”. Ne avevamo già parlato nel 2012 e nel 2014 di questo particolare programma di “gestione offshore” degli immigrati “irregolari” che prevede il loro spostamento forzato dall’Australia su alcune isole del Pacifico, tra cui la repubblica di Nauru, considerata la repubblica indipendente più piccola del mondo e l’isola di Manus che fa parte della Papua Nuova Guinea. Da qui quasi tutti i migranti vengono rimandati nelle nazioni di origine dopo essere stati sottoposti a trattamenti crudeli e degradanti, in alcuni casi per anni, solo per aver cercato una nuova vita sulle coste australiane. Di fatto queste isole sono diventate dei centri di detenzione con alcuni “vantaggi”: i disperati che bussano alle porte di Canberra sono tolti dalla vista degli australiani; il Governo può evitare di preoccuparsi dei loro diritti umani, visto che sono trattenuti in paesi stranieri dove la giurisdizione australiana non conta nulla ed infine in questo modo è possibile lucrare (e non poco) sui migranti.

Secondo il rapporto di Amnesty InternationalL’i$ola del tesoro, la multinazionale spagnola Ferrovial e la sua sussidiaria australiana Broadspectrum (acquisita da Ferrovial nell’aprile del 2016) stanno facendo i milioni sulle persone migranti trattenute sull’isola di Nauru e di Manus. Le attività di Broadspectrum che riguardano solo la gestione dei due centri detentivi nel 2016 “hanno prodotto 1,646 miliardi di dollari australiani di utili, un incredibile 45% del totale delle entrate dell’azienda” e sempre nel 2016 “i ricavi di Ferrovial dal settore dei servizi, in cui sono incluse le operazioni di Nauru e Manus, sono aumentati del 24,1%” mentre il valore totale del contratto tra il governo australiano e Broadspectrum è di 2,5 miliardi di dollari australiani in tre anni e mezzo. Per questo secondo Luicy Graham, ricercatrice di Amnesty su aziende e diritti umaniIl governo australiano ha fatto di Nauru un’isola di disperazione per i rifugiati e i richiedenti asilo, ma anche un’isola del profitto per aziende che fatturano milioni di dollari grazie a un sistema così volutamente e palesemente crudele da costituire tortura”.

Così, mentre Ferrovial e Broadspectrum fanno ampi profitti, le persone intrappolate sull’isola di Nauru e su quella di Manus trascorrono un’esistenza inumana in prigionia, visto che non solo è stato negato loro l’ingresso in Australia, ma non sanno neanche se e quando sarà loro permesso di lasciare queste “isole del tesoro”. Per Amnesty non solo Broadspectrum è a conoscenza delle condizioni in cui si trovano i richiedenti asilo e i rifugiati, ma in alcuni casi il suo personale, in subappalto alla Wilson Security, si è reso responsabile di veri e propri reati. “Persino persone riconosciute rifugiate – ha spiegato l’ong – non possono lasciare l’isola e subiscono aggressioni, anche di natura sessuale, da parte del personale del centro, senza che nessuno risponda di queste azioni”. Alla data del 30 aprile 2015 erano state presentate già 30 denunce di abusi su minori, 15 denunce di aggressioni sessuali o stupro e quattro denunce relative a prestazioni sessuali in cambio di fornitura di merce di contrabbando.

Nessuno al momento sembra voler assumersi la responsabilità di quanto accade. Broadspectrum e Ferrovial hanno risposto ad Amnesty International che nessuna delle due “opera nel centro di Nauru” e il Governo australiano a sua volta afferma che “il centro è gestito dal Governo di Nauru”, che a sua volta ha addossato ad altre realtà appaltatrici le responsabilità. “Dalle nostre ricerche, invece, è emerso che Broadspectrum gestisce quotidianamente il centro e esercita un controllo effettivo sulla vita quotidiana dei richiedenti asilo e dei rifugiati, per conto del governo australiano e con la supervisione e il controllo finali di quest’ultimo” ha spiegato Amnesty. Intanto negli scorsi mesi, in un documento interno, Broadspectrum ha avvisato i suoi dipendenti che possono essere licenziati se forniranno informazioni sulle attività svolte a Nauru. Una segretezza che tutela anche il contratto sulla base del quale Broadspectrum e Wilson Services operano a Nauru e Manus, le cui clausole non sono completamente pubbliche. “Il segreto di questi contratti consente a Broadspectrum e Ferrovial di nascondere l’esatto ammontare dei profitti che realizzano grazie alle violazioni dei diritti umani, mentre le rigide clausole di confidenzialità imposte dal governo australiano permettono di nascondere la dimensione di queste violazioni”, ha sottolineato la Graham.

Poiché il contratto di Broadspectrum col Governo australiano per la gestione dei migranti “offshore” termina a ottobre, Amnesty sta cercando di sensibilizzare tutte le aziende australiane a non accettare un accordo commerciale che permetta di fare profitti sulla tortura. Per la Graham “Le aziende che stanno considerando l’ipotesi di subentrare devono sapere che sarebbero complici di un sistema intenzionalmente abusivo, contravverrebbero alle loro responsabilità in materia di diritti umani e si esporrebbero a denunce penali e a richieste di risarcimento danni”. Per questo nessun’azienda dovrebbe operare a Nauru e Manus, visto che stando a quanto emerge dal report la situazione in queste due isole è così compromessa che sarebbe impossibile operarvi senza contribuire a gravi violazioni dei diritti umani ed esporsi così a possibili ripercussioni.

Alla luce di quanto emerso Amnesty ha chiesto al Governo australiano di “trasferire al più presto sul suo territorio tutti i richiedenti asilo e i rifugiati attualmente a Nauru e Manus”, assicurandosi che tutti coloro che sono già in possesso dello status di rifugiato abbiano il diritto di risiedere in Australia e ha suggerito di “collaborare con tutte le offerte di cooperazione e assistenza internazionale per il reinsediamento dei rifugiati in un paese terzo, se i rifugiati desiderano essere reinsediati e sono in grado di prendere una decisione pienamente informata e libera”.



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