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venerdì, dicembre 15, 2017
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Polizze nuzialità

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matrimonio

La polizza assicurativa per il matrimonio è una recente novità arrivata anche nel nostro paese, a differenza di quanto accade invece per gli altri Stati, dove sono molto più diffuse. Tale polizza mette al riparo da eventuali imprevisti che potrebbero rovinare uno dei giorni più belli della nostra vita ed anche uno dei giorni più costosi. Le stime medie per organizzare un matrimonio più o meno sfarzoso, parlano di cifre che si aggirano intorno ai 20 mila euro. Insomma una cifra piuttosto considerevole, che dovrebbe essere tutelata nella maniera più adeguata così da non dover subire oltre alla delusione, anche ingenti perdite di denaro. Moltissime coppie ritengono poco romantico dover stipulare una polizza assicurativa sulla nuzialità, ma in realtà invece si tratta di un prodotto che può donare serenità, specialmente in un momento do forte stress, come sono appunto i preparativi delle nozze. Moltissime persone non sanno dell’esistenza di teli polizze, mentre in altri Stati come la Francia, la Spagna ed il Regno Unito, sono ormai di uso comune. A questo punto non resta che comprendere come funziona una polizza assicurativa per il matrimonio, sperando sempre di non averne bisogno, perché significa che il tutto è andato per il meglio.



Assicurazione infortuni sci

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infortunio sci

“Vacanze e sport sulla neve” è il prodotto ideale per tutti coloro che amano la montagna, l’aria aperta e lo sport invernale. Ideale sia per la settimana bianca, che per la vacanza sula neve o solo per il weekend, ERV, mette a vostra disposizione una polizza assicurativa contro gli infortuni sugli sci, molto flessibile e sicura. È possibile scegliere inoltre tra la classe A, ovvero che ti garantisce la copertura dell’intero periodo della vostra vacanza, oppure la classe B, perfette per coloro che vogliono essere assistiti all’interno degli impianti sciistici. Con tale polizza, non importa essere uno sciatore provetto, o saper utilizzare bene lo snowboard o gli sci di fondo, essa vi garantirà la copertura contro gli infortuni sugli sci o qualsiasi altra tipologia di evento. Credete di aver bisogno di una polizza assicurativa per questo tipo di attività perché amate la neve? Consigliamo di pensarci perché potrebbe capitare qualsiasi inconveniente per cui dovreste rinunciare allo skipass, oppure alle lezioni di sci o al noleggio dell’attrezzatura che occorre, oppure involontariamente potreste arrecare danno al altri sciatori, sia sulla pista da sci, che solitamente è molto trafficata, o all’interno della struttura, o avere bisogni voi stessi di cure mediche.



Col caldo c’è voglia di moto

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Il caldo e l’afa stanno tramortendo gli italiani, e allora non c’è niente di meglio che un bel viaggetto in montagna con la moto, qualsiasi essa sia, a cercare un po’ di fresco e per divertirsi. Ecco allora dove andare per un viaggio da ricordare.

Il Passo del Rombo è certamente uno dei tratti più suggestivi delle Alpi, al confine con l’Austria, in un paesaggio selvaggio, lontano da tutto, anche da piccoli villaggi.

Il Terminillo è perfetto per chi vive nella Capitale, lontano solo un’ora da Roma e molto bello. Potete salire in alta quota attraverso una strada a serpente suggestiva, che vi porterà al rifugio Sebastiani, e magari poi proseguire fino a Leonessa.

Tornando alle Alpi, ecco l’immancabile Passo dello Stelvio, suggestivo e classico, per poi magari proseguire verso il Gavia.

Per chi vive in Sicilia, l’Etna è certamente una meta immancabile per la moto, e guardare il mare dal vulcano attivo più alto d’Europa.

Sempre al sud, non poteva mancare il Parco Nazionale della Sila, per una gita in un territorio ampio e incontaminato, dove vedere i famosi pini centenari di quasi 50 metri, i “giganti della Sila”, percorrendo strade poco battute e poco moderne, fino al lago Arvo, e ai boschi dell’Ampollino, ambiente stupendo e verde, come del resto anche sul Gennargentu, dove il tempo sembra essersi fermato. Infine il Passo della Cisa, romantico e spettacolare.

Mercati emergenti in ripresa

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CINA

I mercati emergenti sono in ripresa, e mediamente, l’obbligazionario e l’azionario, hanno guadagnato il 50%, dopo le brutte performance del 2015, che li ha visti arrivare ai minimi nel gennaio del 2016. La Cina è in ripresa, grazie agli incentivi e alla produzione industriale, che sta tornando a chiedere materie prime. Una ripresa molto forte e convinta, a cui però si deve porre la domanda: continuerà?

La crescita dovrebbe essere costante e stabile, anche se c’è da valutare il rendimento medio, del 4,5% che non è paragonabile a quello USA, del 15,4%. Alcuni analisti prevedono comunque una crescita del 21% quest’anno, ma migliore performance dal 2010, e mantenersi stabile anche nel 2018.

Tra le società su cui molti suggeriscono di investire, ci sono Alibaba e Tencent, che puntano sull’e-commerce e non solo; gli elettronici classici come Samsung, Taiwan Semiconductor e Hon Hai Precision, e le banche indiane come Kotak Mahindra e HDFC, sulla scia della crescita economica.

Le azioni però, probabilmente non avranno dei dividendi entusiasmanti, e saranno mediamente del 7,6% l’anno, in linea con la crescita dell’ultimo decennio. Certamente gli USA offriranno rendimenti migliori, ma anche oscillazioni e rischi maggiori, rispetto alla costante crescita asiatica, che offre comunque una scelta azionaria sempre maggiore.

Nuovo record delle elettriche: Tesla fa più di 1000 km con una ricaricare

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tesla

Un nuovo record fa crescere il futuro delle elettriche, quello della Tesla Model S 100D di serie, che in un test di 29 ore tra il Ticino e San Marino, percorre 1078 km con una sola ricarica. Battuto il precedente record di 901 km.

Quindi niente paura di restare a piedi, per chi spera nel futuro elettrico dell’automobile, grazie alla prova del Tesla Owners Club Italia, su strade suburbane alla velocità media di 40 km/ora. In pratica una vera prova di normale attività per un’auto. La velocità costante viene gestita dal sistema di guida semiautonoma, nella prova Hypermiling che serviva a testare la gestione dell’energia, sulla Tesla. Nei 1078 chilometri percorsi, sono stati consumati 98,4 kW/h di energia elettrica, pari a circa 8 litri di benzina bruciata, in numeri energetici, per consumo di calorie e energia. Un bel salto in avanti per l’energetico, che ha ormai sviluppato motori in grado di fornire delle rese incredibili, specialmente se confrontate con i motori a scoppio, che non garantiscono lo stesso rendimento nel rapporto tra energia consumata e energia in movimento. Il motore elettrico Tesla infatti, traduce il 95% dell’energia elettrica che consuma, in movimento, mentre i motori a scoppio una parte molto più piccola, pari al 30%, nonostante tutti gli sviluppi sui nuovi motori a benzina e diesel.



Borse europee, apertura positiva

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borsa

In Europa, è positiva l’apertura delle borse, ancora sulla scia del risultato positivo di venerdì per New York, grazie ai discreti risultati sull’economia statunitense. Oggi il dollaro rallenterà, dopo l’avanzata di venerdì, ma la vera sorpresa è il basso risultato del manifatturiero tedesco, che non riesce a decollare.

A Milano si registra un’apertura a +0,15, Londra +0,20% e Parigi +0,15%. Solo Francoforte apre in negativo, -0,05%, a causa della produzione industriale teutonica che scende del 1,1%, invece di rispettare le previsione del +0,2%.

La coppia EUR/USD apre a 1,178 segnalando un nuovo rallentamento del biglietto verde, che era avanzato anche sullo yen, favorendo un lieve rialzo a Tokyo, che aveva chiuso con un +0,56%.

Lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 152, con il rendimento dei titoli a 10 anni fermo ancora a 1,99%, con uno 0,01% in meno rispetto a venerdì.
Il petrolio apre in flessione, come prevedibile, in attesa del meeting dell’Opec, che si terrà oggi ad Abu Dhabi, in cui si discuterà il futuro dei tagli alla produzione decisi nel maggio scorso. Quindi Wti a 49,46 dollari, -0,12$,  e quelli sul Brent a 52.32, -0,10 dollari. L’oro è stabile a 1258 dollari l’oncia.

Usa: bene l’occupazione a luglio. Borse positive

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lavoro

Va meglio del previsto l’occupazione negli Stati Uniti, dove le previsioni vengono superate di quasi 30mila posti di lavoro in più delle attese, portando la disoccupazione al 4,3%. Le borse europee traggono spunto dai dati USA e chiudono la settimana in positivo, sulla scia del Down Jones, mentre l’euro scende sotto a 1,18 dollari. Nonostante il Russiagate dunque, l’economia USA accelera e crea 209mila posti di lavoro in più, anche se i salari restano su una crescita del 2,5% annuo.

A Milano si chiude con un +0,65%, Francoforte a 1,43%, il Dow Jones a 0,29% e il Nasdaq a 0,18%. Molto bene Mediobanca, che registra un aumento degli utili del 25%, mentre Unipol chiude con una perdita di 390 milioni, causa la ristrutturazione. La coppia EUR/USD chiude a 1,1750, mentre la coppia EUR/JPY a 134,35. Piccolo recupero della coppia USD/JPY a 110,90.
Anche gli ordini dell’industria in Germania superano le previsioni a giugno, anche se scendono gli ordini esteri. Il sostegno viene da un +5,1% dei consumi interni. Buona anche la produzione industriale spagnola, con un +2,7% annuo a giugno.
Lo spread tra titoli italiani e tedeschi si attesta attorno ai 150 punti, dopo che le voci su un inasprimento delle politiche monetarie sono state smentite dalle banche centrali.



Ottimi risultati per Mediobanca. Nagel: ridurremo partecipazioni in Generali

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mediobanca

Mediobanca brilla nei risultati, e segno un netto positivo di 750 milioni di euro, un +25% che fa volare il gruppo e lo impegna nella riduzione alla partecipazioni in Generali sotto al 10%, dal 13% attuale.

I ricavi si attestano sui 2.196 miloni (+7%), il record storico per la banca, con il dividendo che sale del 37%, dai 27 centesimi ai 37 attuali.

Mediobanca scenderà al 10% di quote in Generali entro il 2019, secondo le dichiarazioni dell’AD Alberto Nagel. Una quota strategica per Mediobanca, sia per utili che per sviluppo. Infatti Generali ha partecipato ai risultati di Mediobanca con 263,6 milioni, una fetta importante dell’utile, mentre la partecipazione passa da 3.091,8 a 2.997,5 milioni.
C’è stato un netto miglioramento degli indici patrimoniali, al netto delle acquisizioni, mentre il CET 1 ratio sale al 13,3%, dal 12,1%).
Nagel ha commentato anche la partecipazione detenuta in Rcs, piccola ma strategica, dal punto di vista mediatico, e anche azionario, in previsione futura. Mediobanca segue gli sviluppi e continua la comunicazione con Urbano Cairo per valutare le prospettive sul titolo, per le rivalutazioni.

Nagel rivela come già a maggio, Mediobanca aveva pensato di vendere il titolo a 1,2 euro, per poi attendere un miglioramento.



Arriva Jackson Hole: mercati obbligazionari positivi

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jackson hole

Il mondo finanziario, nell’attesa del vertice dei banchieri centrali a Jackson Hole, si gode un periodo positivo, che si spera proseguirà, secondo le attese, anche dopo il meeting. Negli USA, i banchieri dovrebbero annunciare novità di politica monetaria e tassi di interesse. Sotto l’ospitalità del presidente della Federal Reserve Jannett Yellen, si parlerà anche delle ripercussioni che questo dovrebbe avere sui mercati finanziari e sui cambi valutari. Al vertice è infatti probabile che Mario Draghi, presidente BCE, annuncerà la fine del QE in Europa, e l’avanzata dell’euro, verrà quindi frenata nell’ultimo trimestre di quest’anno.

Per l’Head of Research & Investment Strategy, AXA Investment Managers, Laurence Boone, le previsioni per il futuro non cambiano, e non ci saranno sorprese dai mercati, anche se non mancano delle posizioni sovradimensionate di alcuni assets in forte dipendenza con la ripresa, come le azioni al credito high yield e al debito.

Le azioni del mercato statunitense risultano ancora sopravalutate, mentre sono ridimensionate quelle del mercato europeo, dopo il rally di inizio anno. Più sensibili agli attacchi sarà il mercato azionario USA, a causa delle forze ribassiste sull’energetico, che nel 2017 è stato il settore trainante della crescita, per un terzo del totale. Intanto, l’inflazione dovrebbe infatti continuare a crescere lentamente, così come i salari. Resta il rischio di volatilità per le obbligazioni sovrane core.



Il manifatturiero meccanico italiano meglio della Germania

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manifatturiero

I dati parziali del primo semestre, fino a maggio, vedono il fatturato manifatturiero italiano andare meglio di quello tedesco, con un incremento del 4,7%, contro il 3,7% registrato dai tedeschi, e addirittura l’1,9% segnato dalle aziende francesi.

Un risultato sulla scia degli incentivi del Piano Industria 4.0, dove si segnala anche il settore metallurgico, chimico, farmacologico e automobilistico. I dati sono forniti dallo studio Prometeia-Intesa Sanpaolo, ed è riferito al confronto con il 2016, segnalando un ritorno ai dati del 2011, anche se inferiore di ben il 9% rispetto all’anno pre-crisi, il 2008.

Da segnalare che in aiuto del metallurgico e del chimico sono venuti gli aumenti dei prezzi delle materie prime e dell’energia, mentre per il settore meccanico, il merito va tutto agli incentivi.
La crescita è sostenuta infatti dalla domanda interna (+9,5%), anche se le vendite estere si sono segnalate in positivo, con esportazioni soprattutto negli Stati Uniti e in Russia.

All’estero, le buone performance sono da attribuirsi in particolare ai prodotti in metallo, all’elettronica, alla farmaceutica e al settore automobilistico e motociclistico, nonostante le grandi preoccupazioni per le minacce di protezionismo di Trump. Per il secondo trimestre le previsioni saranno ancora positive, sempre grazie agli incentivi ma anche agli investimenti, che lentamente, stanno tornando.

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