Reddito di cittadinanza al via: ecco come funziona

PARTE LA PRIMA SPERIMENTAZIONE DI REDDITO DI CITTADINANZA, ECCO COME FUNZIONA IL SISTEMA DI SUPPORTO AL REDDITO E DOVE È ATTIVO.

0
171

Livorno sarà la prima città in Italia ad attivare una sperimentazione di reddito di cittadinanza.

Una delle prime battaglie del Movimento 5 Stelle prende dunque il via, in un comune nel quale il sindaco ha da poco avuto qualche problema a causa di un avviso di garanzia ricevuto per un’indagine relativa alla gestione dei rifiuti.

Forse anche per questo, proprio per rilanciare l’azione di quell’amministrazione sul territorio, in un periodo in cui il Movimento come tutti gli altri partiti si gioca molto in termini di risposte da parte dell’elettorato, si è deciso di dare vita alla prima sperimentazione di reddito di cittadinanza proprio a Livorno.

Ecco come funziona.

Reddito di cittadinanza: a quanto ammonta?

Il reddito di cittadinanza “alla livornese” sarà un assegno di 500 euro mensili a favore di chi ne ha i requisiti. Per ora la misura è in fase di sperimentazione, per un periodo di 6 mesi, ma si punta a renderla quanto prima strutturale.

Per poter ottenere l’assegno si deve avere:

  • residenza nel comune da almeno 5 anni;
  • età compresa tra i 35 anni e l’età pensionabile;
  • disoccupazione e iscrizione al centro per l’impiego;
  • reddito familiare non superiore ai 6530 euro.

In cambio dei 500 euro si richiede ai cittadini di svolgere lavori socialmente utili per almeno 4 ore a settimana o progetti culturali per almeno 8 ore settimanali.

Una risposta c’è stata ed è stata anche oltre le aspettative, di 997 domande pervenute un fisiologico 8% sono risultate inammissibili, il 10% ammesse a beneficio. L’invito a fornire servizi alla comunità è stato accolto di buon grado e le testimonianze parlano tutte di un contributo che fa comodo e che era necessario.

Reddito di cittadinanza: opinioni discordanti

Per onor di cronaca è necessario anche sottolineare come le opposizioni, PD in testa, si prodighino a sottolineare come l’importo sia inferiore a quello erogato con la social card, che peraltro impattava un numero di famiglie maggiore, la facile critica – della quale noi stessi abbiamo avanzato una velata ipotesi – è che si tratti di uno spot elettorale.

Tuttavia per il successo dell’iniziativa, occorre sottolinearlo, è la folla che parla e che in genere ha ragione, stando la refrain “vox populi”.

Ecco un esempio di un’intervista rilasciata da un cittadino a La Stampa qualche giorno fa:  “Ero artigiano edile. Avevo tre dipendenti, era stimolante poi è cambiato tutto: le regole, il mercato, l’Italia. La crisi picchiava duro. Io lottavo e aspettavo che passasse, ma non finiva mai. Ho perso tutto. Nel 2010 mi sono arreso e ho chiuso”. Poi la telefonata che lo ha informato di essere stato ammesso al reddito di cittadinanza: “Nei primi giorni è stata dura. La verità è che mi vergognavo. Nella mia vita precedente uscivo di casa per andare a faticare, non per chiedere l’elemosina al Comune. Ma quei soldi fanno comodo, mi hanno ridato la dignità di essere cittadino”.

Sull’applicabilità della misura nell’intero Paese restano invece i dubbi: sebbene il Movimento 5 Stelle abbia presentato una proposta di legge con relativa copertura finanziaria – come è d’obbligo – secondo Bankitalia e il MEF l’ipotesi sarebbe semplicemente insostenibile per i conti pubblici.

Vi terremo aggiornati.

Commenta su Facebook

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here