Scontri a Marsiglia: gas urticanti e bar dati alle fiamme

Alleanza inedita tra inglesi e russi contro i francesi. La polizia disperde gli hooligan, un uomo rimane a terra nel sangue. Almeno dieci gli arresti

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MARSIGLIA – Al Vieux Port è stata un’altra notte di scontri. Di gas lacrimogeni, di spray urticanti sparati dalla polizia. Di bar devastati e dati alle fiamme da inglesi fuori di testa, ubriachi fino al midollo, con la fattiva collaborazione di ultras marsigliesi, che cercano e trovano la guerriglia, ma anche con l’alleanza, inedita, tra inglesi e russi contro i francesi. Bella questa Europa, non c’è che dire. Un’altra notte di arresti, almeno dieci. Di feriti. Uno, inglese, rimane a terra all’una del mattino, dopo un’altra carica degli agenti in assetto anti-sommossa, proprio all’inizio del porto antico di Marsiglia, là dove inizia la Canebière, il lungo viale che conduce alla città alta: insanguinato, quasi esanime, circondato da cani urlanti e trattenuti a fatica dai poliziotti, l’uomo verrà portato via in ambulanza dopo parecchi minuti.

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E’ l’ultimo episodio di una giornata ricca di tensione e di incidenti, la seconda,dopo i fatti di giovedì notte. Il venerdì è trascorso tranquillo fino alle sei del pomeriggio, quando si sono verificati i primi scontri, ancora davanti al pub irlandese che era stato teatro degli incidenti della sera prima. Dopo molte ore di bevute, perché davanti al pub la birra viene spillata in continuazione, gli hooligans vengono a contatto con la polizia, anche se da parte inglese si sostiene che le provocazioni degli ultras marsigliesi siano continue. Sia come sia, gli scontri divampano, con gli  agenti francesi che non vanno per il sottile e sparano lacrimogeni a tutto spiano disperdendo i facinorosi, alcuni dei quali trovano riparo in mare, tuffandosi nelle acque del porto. Il bilancio sarà di nove arresti.

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Ma è in serata, alle 23, poco dopo la fine di Francia-Romania, che nascono altri disordini, quasi ci fosse un segnale convenuto. Nei vicoli intorno al porto, che sembrano proprio l’ideale per la guerriglia urbana, un bar viene dato alle fiamme, volano sedie, il locale viene distrutto, ci sarà un arresto. Sono scontri tra francesi e inglesi, ma ci sono anche i primi hooligans russi, arrivati in città da poco, che si trovano a dar man forte agli inglesi, in attesa di quello che potrà accadere oggi. Rapidamente, fedeli alle tattiche della guerriglia, i gruppetti si spostano da un vicolo all’altro del cuore di Marsiglia, alternando momenti di totale calma e fasi di canti a squarciagola: si ascoltano cori contro l’Ira, contro l’Europa, contro i francesi, mentre la polizia osserva. Poi, d’improvviso, gli scontri riprendono vigore, c’è un fuggi fuggi generale verso il luogo dove stanno avvenendo nuovi incidenti, volano bottiglie, le strade a fine serata saranno un lungo serpentone di vetri in mille pezzi. La polizia spara lacrimogeni di buona lena, e anche spray urticanti, dritti in mezzo agli occhi di quelli più intraprendenti, o più ubriachi, e di ubriachi in stato di semi-incoscienza ne abbiamo visti un sacco. L’ultima carica è verso l’una, per scacciare la marmaglia dai vicoli intorno al porto e condurla fuori, verso i grandi viali e indurla a desistere. E’ una carica violenta, definitiva. Un inglese rimane a terra, intorno a lui c’è del sangue, finirà in ospedale.

Di ANDREA SORRENTINO

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