Il TTIP e il TPP (Trans-Pacific Partneship )*, oltre ad essere canali privilegiati per il dominio incontrastato delle multinazionali e della grande finanza transnazionale sulle istituzioni statali e sui popoli dei Paesi membri, sono progettati per costruire un argine all’ascesa economica della Cina e al recupero di una forte presenza internazionale della Russia.
Russia e Cina: ossessioni USA che comportano gravi rischi di un conflitto planetario che è visto dai “falchi” liberali e conservatori non solo come un’eventualità cui tenersi pronti ma come un evento inevitabile da predisporre lavorando “ai fianchi”(“rivoluzioni colorate”, terrorismo, guerra finanziaria e monetaria, “informazione” massmediatica …).
Intendo sorvolare sull’accerchiamento militare che gli States hanno realizzato perché ciò merita un articolo apposito. Basti pensare solo alla massiccia presenza di truppe, di mezzi corazzati, di missili in Europa orientale e particolarmente nell’Intermarium”* pericolosamente vicini ai confini della Federazione russa ,alla logistica e alle basi che dall’Afghanistan al Giappone gravano attorno alla Cina, all’imponente schieramento di navi da guerra nel mar cinese orientale …
Zibgniev Brzezinski, già prima del colpo di stato del 2001 (torri gemelle) aveva sentenziato “E’ imperativo che non emerga nessun sfidante euroasiatico in grado di sfidare l’America … il primato globale dell’America”. Barach Obama riafferma tale principio nel 2012 “Gli stati Uniti svolgeranno un ruolo di più ampio respiro e di lunga durata nel plasmare questa regione e il suo futuro… noi preserveremo la nostra capacità unica di proiezione di potenza e scoraggeremo le minacce alla pace ”

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A Singapore, al summit dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation)* Obama arriva con carte spuntate, date le difficoltà dell’economia USA, e poco può fare di fronte alle proposte concrete della dirigenza cinese al Ftaap (Free trade area of the Asia -Pacific), un’area di libero scambio tra i ventuno Paesi membri che si contrappone al TPP che gli States hanno predisposto per undici Paesi del Pacifico, escludendo Russia e Cina.

Non solo 1250 miliardi di dollari di investimenti per favorire l’integrazione della regione ma anche la riproposizione della “via della seta” che colleghi via terra e via mare Pechino con l’Asia centrale, la Russia, l’Europa, il Medioriente. Progetto che sarà supportato dalla Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali (Baii). Primo azionista la Cina. Secondo azionista l’India. “Via della seta” che favorirà ingenti interventi nel settore minerario (in particolare ora e rame ) acquisendo una valenza politica di enorme impatto internazionale.

La Cina che investe in tutto il pianeta (Canada, Groenlandia, Germania, Usa, America latina, Africa…)* è diventata ormai un concorrente scomodo. Ma data la sua potenza bellica inferiore (ma non di molto) a quella statunitense ha bisogno di un alleato che possa confrontarsi militarmente con successo con gli States. E con ll colpo di stato in Ucraina e con le successive sanzioni contro la Russia, gli States sono riusciti genialmente a trovarle un alleato.

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La politica di proiezione verso l’Europa da parte dell’Orso russo non è stata del tutto abbandonata… solo allentata, Sopratutto la Germania non molla la presa al di là delle dichiarazioni di rito. Ma il baricentro sembra ormai orientato decisamente verso oriente dove non c’è solo la Cina con la quale ovviamente si è creata un’intesa a tutto campo. Non solo energia. Investimenti nei settori minerari e infrastrutturali. Scambi monetari (per ora solo in parte) in moneta nazionale. Scambi commerciali rilevanti (di grande importanza per la Cina gli acquisti di armamenti di ultima generazione).

Una boccata dì ossigeno per la Russia, afflitta dalle sanzioni occidentali e dal vistoso calo del prezzo del petrolio, da un aggravio del deficit…da consumi in discesa. Ma, dato che si aprono prospettive interessanti di crescita non verrà svenduto il patrimonio pubblico come avvenne con Boris Eltsin.*
Il ruolo diplomatico svolto dai leader russi ha favorito accordi e intese tra i Paesi del centro asiatico che hanno allentato le tensioni interne più significative (Pakistan-India, Cina-India) agevolando le politiche dello SCO (Shangay cooperation organisation)* che miravano all’ingresso di nuovi membri: India, Pakistan, Iran, Afghanistan, Mongolia… Si costituisce così un’intesa militare ben nutrita allo scopo dichiarato di tutelare i confini e di combattere il “terrorismo”.
In sintesi: una vasta area ricca sul piano demografico, energetico, produttivo che dall’Armenia* e dalla Bielorussa si estende fino alla penisola di kamcatka.
L’Asia non sarà più sotto egemonia americana. I timori di Brzezinski si sono avverati. E dunque? Se gli Stati Uniti prendono atto che non possono più esercitare un dominio assoluto sul pianeta e si arrendono all’idea di un mondo multipolare (non solo Cina, India, Russia, Brasile …) il conflitto nucleare potrà essere disinnescato. Se invece gli States intendono riaffermare il loro primato necessario alla loro idea di sopravvivenza tenuta in piedi dal dollaro come carta di riserva internazionale ( un debito di 19 trilioni di dollari in gran parte in mani cinesi e giapponesi) allora il conflitto sarà, non nel breve periodo ma in tempi più lunghi, inevitabile.
I popoli della terra possono intralciare i piani delle grandi potenze (la lotta contro il TTIP è un’occasione importante) …ma solo se…

*1) Membri aderenti: Australia ,Brunei , Canada, Cile, Giappone ,Malesia ,Perù , Nuova Zelanda , Singapore ,Vietnam ,Stati Uniti
*2)Termine usato da Lucio Caracciolo, Limes 3, 2016 per indicare l’asse europeo marcatamente antirusso che si estende dalla Carelia sino alla Tracia, tra il mar Baltico e il mar nero
*3)William Engdhal,La geopolitica di Obama del perno cinese, Voltaire, 30/8/2012
*4) Interessante per dovizia di informazioni J.P.Cardenal H.Araujo, “Come la Cina sta conquistando l’Occidente”2016
*5) Vedi in proposito il mio ” Mitra contro la folla. Parlamento in fiamme…in “La interferenza”,2016
*6) membri fondatori: Cina ,Tagikistan, Russia, Kazakistan, Kirghizistan
*7) Armenia, Bielorussia, Russia, Kazakistan fanno parte dell’”Unione euroasiatica”

Antonello Boassa 

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