Il tè verde per la sindrome di Down?

Un protocollo di stimolazione cognitiva abbinato a supplementi di un composto contenuto nel tè sembrerebbe migliorare alcune performance cognitive nella sindrome di Down. Lo studio su Lancet Neurology.

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Un protocollo di stimolazione cognitiva abbinato a supplementi di un composto contenuto nel tè sembrerebbe migliorare alcune performance cognitive nella sindrome di Down. Lo studio su Lancet Neurology.

Non è una cura, ma una sostanza contenuta nel , soprattutto neltè verde, potrebbe aiutare a migliorare le abilità cognitive delle persone con sindrome di Down. Così racconta oggi uno studiopubblicato su Lancet Neurology che ha analizzato l’efficacia dell’epigallocatechina gallato (o Egcg) come supplemento in alcuni ragazzi con sindrome di Down, sindrome che colpisce circa 38mila persone in Italia e causata dalla presenza di una copia extra del cromosoma 21 (o di una sua parte).

Il team di Mara Dierssen del Centre for Genomic Regulation in Barcelona, a capo dello studio, in doppio-cieco, ha coinvolto 84 ragazzi con sindrome di Down, di età compresa tra i 16 e i 34 anni. Circa metà hanno ricevuto supplementi di Egcc (9 mg/kg al giorno) e altri solo un placebo. Tutti hanno poi avuto insieme all’Egcc o al placebo anche training cognitivo. Il tutto per 12 mesi. Scopo primario dello studio era quello di valutare eventualimiglioramenti cognitivi da parte di neuropsicologi.

Non è una cura, ma una sostanza contenuta nel , soprattutto neltè verde, potrebbe aiutare a migliorare le abilità cognitive delle persone con sindrome di Down. Così racconta oggi uno studiopubblicato su Lancet Neurology che ha analizzato l’efficacia dell’epigallocatechina gallato (o Egcg) come supplemento in alcuni ragazzi con sindrome di Down, sindrome che colpisce circa 38mila persone in Italia e causata dalla presenza di una copia extra del cromosoma 21 (o di una sua parte).

Il team di Mara Dierssen del Centre for Genomic Regulation in Barcelona, a capo dello studio, in doppio-cieco, ha coinvolto 84 ragazzi con sindrome di Down, di età compresa tra i 16 e i 34 anni. Circa metà hanno ricevuto supplementi di Egcc (9 mg/kg al giorno) e altri solo un placebo. Tutti hanno poi avuto insieme all’Egcc o al placebo anche training cognitivo. Il tutto per 12 mesi. Scopo primario dello studio era quello di valutare eventualimiglioramenti cognitivi da parte di neuropsicologi.

 

 

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