Xylella: l’Ue impone l’abbattimento degli ulivi, anche di quelli sani

Era stato il piano Silletti bis a prevedere l’abbattimento sia degli ulivi malati che di quelli sani nel raggio di 100 metri

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La Corte di giustizia Ue ha deciso che le piante di ulivo colpite da xylella fastidiosa e le piante sane presenti nel raggio di 100 metri potranno essere abbattute. Significa cioè che la Commissione potrà obbligare gli Stati membri a farlo come misura fitosanitaria.

Gli alberi della Puglia quindi non saranno salvati, la Corte dice No alla richiesta pervenuta dal Tar del Lazio – che intanto aveva predisposto lo stop agli abbattimenti – e autorizza la Commissione a far abbattere non solo gli alberi malati ma anche quelli sani che si trovano nei pressi.

“Questa misura è proporzionata all’obiettivo di protezione fitosanitaria nell’Unione ed è giustificata dal principio di precauzione, tenuto conto delle prove scientifiche di cui la Commissione disponeva al momento della sua adozione”, dice la Corte.

Adesso torna tutto indietro al Tar, che ha quindi un parere in più da considerare. Ma facciamo un passo indietro.

Era stato il piano Silletti bis a prevedere l’abbattimento sia degli ulivi malati che di quelli sani nel raggio di 100 metri. Intanto però gli agricoltori, non rassegnandosi, si erano dati da fare e comunque, dopo mesi di cure tradizionali e bio, centinaia di ulivi avevano ricominciato a germogliare. Una realtà contro cui si è schierata l’Efsa recentemente, dichiarando che le cure non eliminano il problema ma soltanto i sintomi.

E ora arriva un’altra tegola sulla testa degli agricoltori, a cui non basta sicuramente l’indennizzo promesso dal ministero delle Politiche agricole per ogni albero tagliato. Paradossalmente, resterebbero in piedi soltanto gli alberi sequestrati dalla Procura di Lecce a dicembre, quelli contro cui si scagliava il Piano Silletti che non è più in vigore.

Lo stesso Giuseppe Silletti, nominato commissario straordinario per contrastare l’epidemia, è finito nel registro degli indagati e poi si è dimesso quando è stata aperta un’indagine sulla base della mancanza di presupposti scientifici alle spalle dell’abbattimento previsto dal Piano, ora sospeso.

Anna Tita Gallo

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